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Le mie esplosioni sul viso di Kiona
Scritto da CrudeleESplendido   

12 anni fa, data del mio matrimonio, non avrei mai pensato di scrivere questo racconto, soprattutto quello che ho fatto durante un weekend di lavoro, organizzato per affiatare il gruppo.

Posso affermare, senza nessuna ombra di dubbio, che sono stati anni felici, un matrimonio onesto e sincero ed uno splendido bambino, Nicola.
Laura mi ha sempre amato, è stata la moglie perfetta, anche nelle difficoltà mi ha incessantemente sostenuto ed è sempre stata il volano del mio successo al lavoro. Il tempo però si mangia tutto, corrode la fantasia e la sminuzza lentamente, giorno dopo giorno, fino ad annichilirti.

A letto eravamo diventati due macchine, si scopava nei minuscoli ritagli di tempo: quando il bambino dormiva sul presto magari ci andava bene, ma se si svegliava in continuazione poteva capitare che al minimo rumore ci interrompessimo ed interruzione dopo interruzione, pur capendo che quella è la vita che c'eravamo scelti, un pomeriggio in ufficio, assorto tra i vari fascicoli, durante un feroce periodo di lavoro, decisi che qualcosa doveva cambiare.

Quando, come e cosa, ancora non lo sapevo.

Io avevo sempre tanta voglia, il testosterone mi annebbiava il cervello, Laura col tempo era diventata meno focosa, so che me la dava per compiacermi e tante volte mi andava bene così, ma non avrebbe potuto reggere a lungo la mia insaziabile voglia di scoparle ogni sera, tutti i buchi che aveva.
Lei era una mamma felice, che aveva seppellito il suo vecchio ardore, in nome del concetto di famiglia, di tranquillità, io invece ero un porco sempre pronto ad eruttare, che ormai era solito svuotarsi durante le docce mattutine, per recarsi al lavoro più concentrato.

Spesso dopo i nostri fugaci rapporti, la vedevo silenziosa correre in bagno a ripulirsi subito, come se l’avessi sporcata in viso o i capelli apposta, ogni tanto mi incitava a venirle dentro, ma perché non aveva più il coraggio di dirmi che un po' le infastidiva essere sporcata, io lo capivo che non lo trovava eccitante, eppure ci siamo innamorati così, a furia di sonore sborrate in faccia.

Forse sono io che sono rimasto ragazzino e lei è diventata altro, non mi confronto con le colleghe su certi argomenti, i miei amici hanno tutti una sessualità peggio della mia, ma per me il sesso è sempre rimasto uguale, ho sempre adorato leccare dalla punta dei piedi fino alle orecchie e qualsiasi gioco, anche il più spinto, per me è sempre stato sinonimo di ottima intesa sessuale.
Io l’ho sposata anche per quello, a parte la bella persona che è sempre stata, ma quando mi implorava di essere sfondata, tutte le porcate di renderla irriconoscibile in volto, tutti i modi porci di invitarmi a scoparla, è lei che mi ha abituato a questo… ed ora tutto questo mi viene tolto, giudicato qualcosa del passato, qualcosa in cui lei si riconosce, ma solo in parte. Non siamo più ragazzini! Più volte me lo ha detto.

Kiona era la collega dell’altra filiale, era nata uomo ed era diventata una figa tremenda. Non c’è persona al piano che non riconoscesse la sua avvenenza, la sua dolcezza e la sua sensibilità. Ovviamente c’erano le solite battute da bar dello sport, te lo appoggio, me lo appoggi, lei glissava sempre, faceva un sorrisone e conquistava gli astanti. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con lei, mi chiedeva di mia moglie, del bambino e guardava le sue foto sul mio cellulare i vari video. Per qualche anno siamo stati confidenti davanti alla macchinetta del caffè e anno dopo anno lei ha visto la mia lenta, ma inesorabile trasformazione: da papà e marito felice, a inguaribile porco depresso con tanta voglia di sborrarle sul viso.

Nelle varie confidenze, c’erano anche allusioni sessuali, dopotutto è sempre un argomento di curiosità, non sapendo esattamente come funziona un pisello sotto bombardamento ormonale, se le piacevano le donne, gli uomini, i ragazzini o chissà cos’altro. Lei rideva sempre, perché chissà quante volte aveva risposto a quelle domande mal poste. Io mi scusavo sempre di essere stato indelicato, ma aveva mille colori dentro di lei. E so che avrebbe potuto sanare le mie ferite.

Mai e poi mai, durante quegli anni, la sola idea di andare con un uomo, aveva varcato la soglia dell’anticamera della mia scatola cranica, sicuramente mille idee di tradimenti con colleghe, anche con prostitute a volte, ma mai niente di realmente accaduto ripeto, mai e poi mai avrei potuto immaginare di poter intrattenere una intensa attività clandestina, con una procace trans molto selettiva.

La scintilla scoppiò in occasione di un torneo di scherma, organizzato per fare team building presso una struttura in Valtellina. Nessuno aveva praticato tale sport prima d’ora. Fu anche abbastanza simpatico cimentarsi tra colleghi e muovere i primi, tardivi passi, nei confronti di uno sport molto nobile ed elegante. Finite le premiazioni e sentito il discorso del nostro responsabile, filammo tutti nelle nostre rispettive stanze singole a farci la doccia, con appuntamento alle 8 di sera per mangiare in un bellissimo agriturismo, quelli dove c’è la selvaggina appesa in ogni angolo, li fissa a guardarti a impietosirti quasi. Ma a nessuno sortì quell’effetto e il ragù di capriolo fu molto apprezzato da tutti.

Io e Kiona quella sera bevemmo abbastanza e ricordo che ad un certo punto lei mi chiese di essere accompagnata in stanza, perché le faceva male la testa. Ci cascai come un pollo, ma fu l’unico modo per trovarci in stanza assieme, lei sapeva che non avrei mai trovato il coraggio di fare il primo passo, perché in fondo sapeva che un conto sono le fantasie e poi un conto è trovarsi due bei coglioni sballonzolanti mentre stai pompando un depilatissimo culetto. Fece benissimo ora che ci penso.

Si fece sdraiare sul letto prima e si fece portare dell’acqua, poi con una scusa mi fece andare in bagno a cercarle delle pillole che prendeva, le cercai a lungo ma non le trovai, uscito dal bagno lei era sotto le coperte, ma mi chiese di scoprirla perché aveva caldo. Fino a quel momento non capii molto, pur essendo molto eccitato e ormai i pantaloni non riuscivano a nasconderlo più. I suoi occhi fissi sul mio cazzo gonfio. Tolte le coperte, i cazzi gonfi erano diventati due, Kiona mi sbottonò subito i pantaloni per liberarmi l’uccello che ormai sbatteva sulle mutande e cominciava a farmi male la cappella ormai viola.

Le sue labbra al silicone cominciarono a divorare il mio cazzo fino alla metà, ogni tanto affondava il colpo col rischio di strozzarsi e tornava a occuparsi solo del glande, con notevole maestria. Colpi di leccate al frenulo, con le dita mi solleticava la palle e con l’altra mano cercava di afferrarmi il culo per spompinarmi a dovere. Era una Dea e un pompino così indiavolato, erano veramente anni che non mi veniva praticato, lei era la maga della fellatio e dovetti ritirarmi subito per evitare di venire subito a litri. Mi sentivo un vulcano in piena e cominciai a baciarla, per calmarmi un po', ma l’eccitazione saliva sempre di più.

Io la palpavo ovunque, tranne il suo arnese bello in tiro, che inevitabilmente baciandola strusciava contro il mio. Ero infastidito, ma talmente impegnato a limonarci, che diventò normale avere a che fare con il suo amichetto che un per due mi finiva sulla pancia. Lei lo spostava, perché mi aveva visto un po' teso al momento del contatto, ma la rassicurai che essendo la prima volta ero solo nervoso.

Essendo una grande maiala, si girò velocemente e si mise a novanta, mostrandomi le sue palle gonfie e il suo splendido culo profumato, con un buco strettissimo e invitante ed io mi inginocchiai ai piedi di quel letto e cominciai a leccarle tutto, eccitatissimo mi segavo lentamente e la mia lingua fece il resto, quello che doveva fare dopotutto: esplorare organi genitali mai assaporati prima e praticare un anilingus vorace e tremendamente profondo, la lingua si spinse parecchi centimetri e quel buco lentamente si ammorbidiva sempre più. Il suo cazzo si ammosciò e se ve lo state chiedendo, no non la spompinai quella sera in albergo.

Il mio stantuffo invece reclamava un culo da trafiggere, che ora era bello bagnato e pulsante, infilai il dito medio fino in fondo in quel pulitissimo tunnel e dopo il dito cominciai a darle i primi colpi, tutto senza preservativo, in barba alla sicurezza, al mio futuro, alle malattie, alle infezioni, ma in quel momento nessuno di quei pensieri mi passò per la testa, se non per qualche attimo fugace, il resto lo faceva il mio bacino e quella voglia di innaffiarla a dovere. Per un quarto d’ora buono, come un toro da monta, con movimenti rapidi e poi lenti, le castigai quel dolcissimo buchetto, che odorava di creme speziate. Quando sentii che stava arrivano il momento, mi divertii a tirarlo fuori, era pulitissimo, per rinfilarlo ancora e guardare quella O perfetta distendersi e restringersi, con tutto il mio sperma fuoruscito che continuava a renderlo ben lubrificato.

Kiona, era già venuta sulle lenzuola, col suo cazzettino moscio, si ricompose e si girò a baciarmi infuocatamente e farsi palpare quelle belle tette in silicone che le aveva fatto il chirurgo plastico. Io delle tette così non le avevo mai leccate, certo erano finte, ma il seno turgido di mia moglie ormai era solo un lontano ricordo, l’allattamento fece il resto e quella quinta di Kiona per me rappresentava il paradiso in Terra. Dure come il marmo e capezzoli durissimi, belle abbronzate. Un sogno.

Il tempo di leccarle un po', che la sua lingua scivolò sui miei capezzoli, sullo sterno sempre più giù e riconobbi presto le sue carnosissime ventose sul mio uccellone ormai esausto. Dopo un primo assaggio, Kiona capì che stavo venendo con violenza, cominciò a segarmi con notevole velocità e un’ondata calda di sperma le travolse il suo viso con gli zigomi gonfi e in rapida successione altri 6 getti abbondanti, belli bianchi e densi, sulla sua pelle scura. Mi asciugò tutto il rimanente e con la cappella si divertì a spalmarsi il viso e giocare con i vari filamenti.

Fu la prima, di tutta una serie di gargantuesche sborrate sulla sua adorabile faccia vogliosa. Una colante evasione dal logorio di un rapporto esausto, un’avventura negli anfratti dei miei più torbidi desideri sessuali e il giusto proseguimento della mia, mai spenta, irrefrenabile voglia di fare il maiale.

Kiona fu tutto questo per me, per un interminabile anno.

 

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