Non so da dove cominciare... perciò inizierò da te... senza menzionarti, perchè sei una "cosa" solo mia.
Quel tuo primo messaggio nel tardo pomeriggio di ieri, lo sai bene, non mi ha lasciata imperturbabile... Tesoro mio, che uomo difficile che sei... ogni volta un triplo salto mortale per riuscire a vedersi... ma per te metto da parte tutto il resto; se non ci fossimo visti ieri sera, chissà quando ti saresti fermato un attimo...
Saresti tu molto più bravo di me a raccontarti... a raccontare, tu che anche attraverso l'uso delle parole tessi senza accorgertene trame di poesia. Qualcuno potrebbe travisarla, confonderla con la famigerata deformazione professionale, ma la realtà è ben diversa: il senso del bello, dello stilizzato e del "superiore" tu lo porti dentro, congenito.
E' sempre un'esperienza accostarsi a te... Mi chiedevi delle storie "dopo te", ossia nel periodo trascorso senza che ci vedessimo, quando i tuoi impegni o altro (non so) t'hanno per due stagioni portato altrove... Ti ho risposto dopo aver fatto l'amore che dopo di te - fra tante altre persone conosciute e relazioni nate e finite - nessuno mi ha animata di quell'ammirazione che tu soltanto sai accendere in me; la stessa che m'insegni davanti a un dipinto, a una scultura o a dei versi... il rapimento invariato e mai statico... Io ti ascolto, ti ascolterei per ore mentre tu temi d'annoiarmi...
Ti ho cercata stanotte... sveglia di continuo per paura che la sveglia non suonasse, per paura di non ritrovarti accanto... e per la voglia di sentire una qualsiasi parte del mio corpo sfiorare il tuo.
A te dedico oggi questo spazio perchè non c'è stato tempo (o sono mancate le parole) per dirti che amerei più d'ogni altra cosa condividere con te la stessa passione che t'infervora e accende una luce in più in fondo al tuo sguardo; avrei voluto risponderti: "Si, partiamo... vengo con te, portami a Napoli, illustrami, guidami attraverso l'arte che mai fu tanto viva come le volte in cui te ne sento parlare, spaziando tra poesia, affreschi, dipinti, scultura, letteratura...
Per la prima volta mi ha detto, sul tuo divano, ieri sera, di amare il concetto del "per sempre" tanto quanto ti senti lontano da patti, accordi... o contratti volti a legare due persone; volevo dirti che sono d'accordo con te... ma poi ho avuto paura e ho taciuto.
Mi dispiace di averti buttato giù dal letto così presto stamattina perchè mi accompagnassi alla fermata più vicina dell'autobus, diretta in ufficio; a saperlo prima mi sarei organizzata meglio saltando un giorno... e rimanendo a letto con te ancora un'ora.
Tutte le volte, un istante prima di scendere dalla tua macchina, un pensiero mi balena nella mente. Un interrogativo.
Chissà se ti rivedrò...
Chissà quando ti rivedrò...
Già, ma tu sei imprendibile, ingestibile... nevrotico per tua definizione (come tutte le menti intelligenti... se non avessi concluso tu la frase, l'avrei terminata al posto tuo, usando le stesse parole).
Anche stamattina, poco lontano da casa, prima che andassi e mi hai baciata... eravamo ancora lì, insieme. Eppure già mi mancavi.
Sono cose che non ti ho detto, amore mio.
Che non potrò dirti mai, eccolo spiegato questo post.
Non so se passerai di qui un giorno... Semmai dovessi soffermarti fra queste righe, non ritratterei nulla... ma non asserirei, per non turbarti.
Sarei poi curiosa di sapere se sono stata brava nel mio ardimentoso tentativo di non citarti mai, di non fare il tuo nome o lasciare qui dettagli troppo circoscritti... In modo che solo io che adesso qui scrivo e tu (che forse un giorno scorrerai questa pagina virtuale), potremo e sapremo riconoscerci.
E comunque avevo bisogno del pretesto perfetto, che mi venisse incontro.
Non potermi rivolgere a te chiamandoti per nome.
E, di conseguenza, ritenere lecito (anche dalla tua prospettiva) nella più anonima forma possibile, chiamarti Amore Mio.
Altrove (o in ogni caso fuori di qui) non avrei potuto guardarti... non mi sarebbe stato consentita quell'espressione che mi lascio sfuggire tra il serio e il faceto, canzonatorio ma mai troppo serioso affinché non inneschi timori retrospettivi o futuribili... e ti strappi sepre un sorriso... quell' "amore mio...".
Mi sono mancati i versi che ricordi a memoria e che ogni volta mi declami... sorprendendomi e lasciandomi... rapita.
Mi auguro che non debbano trascorrere chissà quante stagioni ancora prima di risentirli.
Prima di risentirti.
Come mi auguro che, semmai dovessi mancarmi tanto quanto ho coltivato di te l'assenza in questi mesi, qualcosa giunga providenziale a fare un rumore tale da coprire l'assordante silenzio che mi lascerai...
Ti porto qui... nel cuore d ogni giorno.
E nel mio...
A g. (dedicato)
16
0
19 years ago
Comments