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Era un cavaliere



Era un cavaliere

(gennaio 2003)



Era un cavaliere sul bianco suo cavallo.

Aveva un manto bianco, caldo e lucente

passava fra la gente ammirata da tanta beltà.

Bianco era il suo cappello e la piuma che lo adornava.

Bianca la borsa dei denari ed il sorriso compiaciuto

di chi dall’alto poteva vedere il mondo intero come fosse suo.

Le donne con occhi sognanti lo accompagnavano

con un brusio di voci estasiate.

Un fazzoletto bianco e profumato

regalato al cavaliere per godere del suo sguardo

fosse anche per un solo istante.

Poi come la notte allo schiarir del nuovo giorno egli scomparve.



Dietro di lui come un lampo che squarcia il cielo sereno

arrivò un cavaliere nero come nero era il suo cavallo e così il manto caldo

il cappello e la piuma che lo adornava.

Nera la borsa dei denari, non un sorriso fra le sue labbra.

Le donne afferrarono per mano i piccoli

e girarono le spalle in tutta fretta.

Era un cavaliere nero che disceso dal nero suo cavallo

accompagnato dalla spada dal fodero nero

si avvicinò con passo rumoreggiante alla fontana

per placare la propria sete e quella del suo destriero.

Tutto si fermò in quell’istante, non una voce

non uno sguardo d’ammirazione, solo il silenzio.



Sollevò il capo incrociando lo sguardo di quanti n’avevano timore

rigirò lentamente il suo cavallo e con passo sicuro

prese a camminare verso il nulla da dove era venuto.

Un bimbo coperto di stracci lo fermò allungando la piccola mano

e senza timore alcuno e senza dire una parola gli regalò un sorriso.

Era un cavaliere nero, come nero il suo mantello

il quale aprì la borsa nera dei denari e, prese poche monete, dolcemente

quasi accarezzandole, le pose fra le piccole mani di quel bimbo.

Nessuno sa chi fosse né da dove venisse

tutti lo videro ripartire come divorato dalla notte.

Era un cavaliere nero con un briciolo d’emozione dentro ad un cuore.

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