Poi la dolcezza
E’ stata solo una intuizione. O forse tu me lo hai semplicemente chiesto col pensiero. Non si sa mai come iniziano certi attimi da vivere. Ti ho sbattuta a terra in ginocchio ai miei piedi e la tua bocca prima socchiusa, poi aperta, con la lingua che mi leccava e leccava e ancora leccava guardandoti mentre ti tiravo i capelli fino a deglutire il mio sapore. Tributo di sottomissione estatica, di sfioramento, pelle, baci,sapori, non-compiacenza, odori, vicinanza. La bocca. Le bocche. Questo è stato, bello di quel tipo di bellezza che vuol dire molte cose diverse da quelle universamente comprese nei contesti del banale. Ma scivolarti dentro, nel tuo sesso bagnato e violentemente spingo, travolgo l'anima, la voglia, la ricerca, la storia, la somiglianza, la concordanza, la differenze, le diffidenze, il sudore, il sapore, la rincorsa, il tempo, la clessidra, il nodo, la sabbia, le parole, il piacere , il groviglio che paralizza, l'accadimento di quel tutto che si consuma in un istante….. basta un “vieni troia” per esplodere all'unisono. Poi il silenzio e il tempo delle dolcezze.
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16 years ago
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