Capitolo 2: Il Blackout in Pista
Mentre continuavo a fare la mia parte al tavolo, recitando il ruolo del marito distratto che non notava nulla, Sergio e Giuliana decisero di tornare al centro della pista per l'ennesimo ballo lento. Sapevo benissimo che mia moglie era completamente nuda sotto l'abito leggero, e potevo solo immaginare l'eccitazione che provava nel sentire il pacco di Sergio premuto contro il proprio bacino a ogni passo di danza, in mezzo alla folla.
All'improvviso, un forte scatto elettrico risuonò in tutta la balera. In un decimo di secondo, la musica si interruppe bruscamente e tutte le luci del locale si spensero, lasciando l'intera sala nell'oscurità più totale. Un brusio confuso si alzò immediatamente dalla pista da ballo, dove decine di coppie si ritrovarono improvvisamente a muoversi alla cieca, immerse nel buio fitto.
In mezzo a quella calca accecata, la tresca clandestina tra mia moglie e Sergio bruciò ogni residuo freno inibitorio. Sfruttando la cecità totale dell'ambiente e la protezione della folla, Sergio strinse Giuliana a sé con una foga feroce. Nel buio, i loro volti si cercarono e le loro bocche si unirono in un bacio appassionato, umido e profondo, una scarica di adrenalina trattenuta per settimane che esplodeva finalmente in quel blackout protettivo.
Ma Sergio non si fermò al bacio. Con la spavalderia che lo contraddistingueva, fece scivolare la mano massiccia lungo i fianchi di mia moglie, sollevando con decisione il tessuto leggero del vestito premaman. Senza trovare alcun ostacolo, la sua mano si infilò direttamente tra le cosce spalancate di Giuliana, risalendo la pelle calda dell'interno coscia fino a raggiungere il centro esatto della sua intimità la figa pelosa di mia moglie , lcompletamente esposta e bagnata per l'eccitazione.
Giuliana sussultò, trattenendo a stento un gemito che si perse nel brusio della pista. Sergio introdusse le dita con decisione all'interno della sua figa nuda, muovendole con un ritmo regolare, profondo ed esperto. Le stava regalando un ditalino d'audacia pura in mezzo alla pista della balera, mentre io, dal mio tavolo nel buio, continuavo a fare finta di nulla, lasciando che il mio amico la possedesse intimamente nell'oscurità prima che le luci potessero riaccendersi.
La dinamica in pista nel buio ha portato l'audacia di Sergio e Giuliana a un livello ancora più estremo.
Sfruttando gli ultimi istanti di oscurità totale, Sergio sfilò lentamente le dita bagnate dall'intimità di Giuliana e le mise in bocca assaporando il nettare di mia moglie, lasciando che il vestito leggero di mia moglie ricadesse lungo i fianchi. Giuliana, con il cuore che le toglieva il respiro e le gambe che le tremavano per l'intensità di quel ditalino in mezzo alla pista, si aggrappò per un attimo al braccio massiccio del suo amante per non perdere l'equilibrio.
"Torniamo al tavolo prima che torni la luce," le sussurrò Sergio all'orecchio con un tono fermo e spavaldo, godendosi fino in fondo la sottomissione di quella donna che ormai sentiva sua. "Tuo marito non deve sospettare nulla... per adesso."
Muovendosi a tentoni tra le altre coppie ancora confuse dal blackout, i due riuscirono a guadagnare la via del ritorno. Sentii il fruscio delle sedie nel buio proprio un attimo prima che un ronzio sordo annunciasse il riavvio dei generatori della balera.
Le luci della "Lanterna" si riaccesero all'improvviso, inondando la sala di quella solita atmosfera calda e soffusa. Io ero seduto esattamente al mio posto, con il bicchiere in mano e l'aria di chi aveva passato tutto quel tempo a guardarsi intorno annoiato, continuando alla perfezione la mia recita da marito ignaro.
Di fronte a me, lo spettacolo era memorabile. Giuliana si era appena seduta: il viso le andò letteralmente a fuoco sotto la luce dei lampadari, scarlatto fino al collo. Aveva il respiro ancora vistosamente affannato e gli occhi lucidi, colmi di una colpevolezza eccitante. Cercò di ricomporsi, sistemandosi il vestito sulle ginocchia, ma le sue dita tremavano in modo vistoso. Sergio, seduto accanto a lei, si stava sistemando l'orologio con assoluta calma, sfoggiando un sorriso sornione e predatore. Guardò me, poi abbassò per un secondo gli occhi verso la borsa di Giuliana sul tavolo, dove sapeva che erano nascoste le mutandine, assaporando il segreto di averla appena posseduta a pochi metri di distanza da me.
I due sono tornati al tavolo giusto in tempo, e ora le luci mostrano tutta la tensione e l'imbarazzo di Giuliana di fronte al tuo silenzio complice..... continua
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