- Capitolo due -
La dottoressa salì al piano superiore e raggiunse le sue due colleghe impegnate a sistemare attrezzature mediche nella stanza adibita a sala operatoria , prese posto seduta dietro ad un tavolino poi diede ordine ad Helga di portarle la prigioniera più giovane.
L'infermiera uscì tornando subito dopo con la prigioniera, le liberò le mani legate dietro alla schiena poi si fece da parte.
Ecco la puttanella , disse la dottoressa con calma apparente , ho deciso di farti fare un mare di pipì ma prima di intervenire ti voglio pulita e profumata , diede ordine alla grassa Helga dal doppio mento di portare la ragazza alla doccia e di lavarla col getto d'acqua ad alta pressione , poi le congedò .
Helga afferrò la mano di Karin e trascinandola con forza la condusse dove si trovavano i bagni , la mise sotto la cosiddetta doccia poi le disse di spogliarsi .
Karin, singhiozzando, iniziò a spogliarsi, prima si tolse il maglione e la camicia, poi la gonna e le scarpe rimanendo solo con le mutandine ed il reggiseno, poi vergognandosi si fermò, si fermò mettendosi le mani sulle parti intime facendo infuriare la grassa Helga che avvicinandosi a lei le frustò il sedere col tubo di gomma facendola urlare.
Tutto !! - le urlò.
Quando Karin fu nuda fu investita da un getto d'acqua gelida, un getto di una forza incredibile che la colpì senza darle tregua per diversi minuti , poi quando l'infermiera pensò che questo fosse stato sufficiente per la fresca pelle di quella diciasettenne chiuse il rubinetto dell'acqua prese un pezzo di sapone e con le sue mani grasse iniziò a lavarla passandole le mani ovunque, sopratutto sui seni e sui capezzoli della ragazza che causa il freddo le erano diventati appuntiti , poi la risciacquò ancora col tubo .
La asciugò passandola con cura in ogni anfratto , poi , prendendola per un braccio nuda come era la condusse dalla dottoressa .
La ragazza fu presa con forza dalle tre donne e messa sul lettino ginecologico , le legarono i polsi con cinghie di cuoio al bordo superiore del lettino, una striscia di cuoio le fu fatta passare sul ventre incollandola alla superficie del lettino e le gambe, una alla volta le furono divaricate e appoggiate sugli appositi supporti dove le legarono le caviglie e le cosce in modo che queste restassero sempre ben aperte e come tocco finale, la dottoressa volle che i suoi capelli ancora umidi fossero raccolti sotto ad un capricapo da infermiera come quello indossato da Helena e Helga.
Ora era pronta e bella da vedere con la sua figa aperta da ragazzina impossibilitata ad ogni movimento .
La dottoressa prese lo sgabello che stava vicino al lettino lo posizionò all'altezza del seno di Karin poi si mise seduta mettendole una mano sulla mammella sinistra, si avvicinò al suo viso angelico ammirandone la bellezza poi stringendole forte il seno che aveva in mano la fece urlare di dolore , le si avvicinò con le labbra al suo orecchio e disse .
Noi sappiamo del vostro complotto , ora voglio sapere con chi tuo padre si incontrava , parla bella pisciona e ti saranno evitate sofferenze inutili .
La ragazza totalmente indifesa e terrorizzata da tutto ciò che le stava capitando balbettò di non sapere niente .
Io non sò nulla , a me non veniva detto mai niente di politica o cose del genere , liberatemi vi supplico .
Hessa a quel punto strizzò di nuovo la mammella che aveva in mano facendola urlare di nuovo e le disse : lo hai voluto tu , inizieremo con una leggera punizione .
Si alzò dallo sgabello ed ordinò di portarle le ortiche .
Helga si allontanò dal lettino , si allontanò da quella posizione dove fino a quel momento era restata a languire guerdando la figa aperta di quella ragazza immaginando chissà quali cose per dirigersi verso un'armadietto laccato di bianco dove prese un mazzo di ortiche , ortiche fresche avvolte alla base da della carta , ortiche raccolte nel pomeriggio dall'infermiera più giovane nel circondario dell'ospedale , le posò sul tavolino , prese dal cassetto di questi tre paia di guanti di pelle nera distribuendone due alle colleghe poi tutte e tre si infilarono i guanti , si distribuirono le ortiche facendone tre mazzetti più o meno uguali e si prepararono a colpirla seguendo le indicazioni date dalla dottoressa che erano .
Erano che Helga la avrebbe colpita esclusivamente sulla pancia sulle tette e sul collo , Helena sulle braccia e sul viso , lei le gambe e la figa .
Colpite senza pietà .
Disse HESSA sferrando il primo colpo in direzione della figa di Karin oramai rassegnata a subire .
Karin in breve tempo diventò rossa e piena di bolle su di tutta la superfice del corpo facendola impazzire dal solletico , si divincolava , urlava , urlava cercando di liberarsi dai legacci che la tenevano saldamente attaccata al lettino implorando di smettere ma loro furono impassibili al suo tormento colpendola sempre più forte .
Con le lacrime agli occhi quella povera ragazza sentiva e vedeva la dottoressa che le passava le ortiche su entrambe le gambe andando fino alle caviglie per poi risalire all'interno delle cosce , che la colpiva con le ortiche a mo di frusta sulla figa facendola urlare , e vedeva , vrdeva la grassa Helga concentrata sulle sue tette con le ortiche dove a volte andava con la mano a strizzarle i capezzoli , e sentiva , sentiva Helena che le passava le ortiche sul viso .
Dopo una decina di minuti di quel trattamento HESSA ordinò di smettere , si avvicinò al viso tumefatto di Karin e fissandola nei suoi occhi pieni di pianto che luccicavano come due stelle sotto al chiarore delle luci intense che vi erano sopra di lei , luci che facevano parte del lettino ginecologico, le disse : parla e ti libereremo subito .
Contorgendosi come un'anguilla , col corpo ricoperto di bolle e di striature rossastre dovuto alle frustate con le ortiche Karin urlo di non sapere niente , di non conoscere nessun nome se non quelli dell'ambito familiare .
Quelli li conosco già !! voglio altri nomi , parla piccola baldracca urlò la dottoressa .
Ti piace fare la pipi vero , ora te ne faremo fare tanta che neanche te lo immagini , portatemi l'apparato urologico , ordinò alle sue assistenti .
Ad attivarsi questa volta fu Helena che da un'armadietto appeso al muro tirò fuori un'imbuto portandolo alla dottoressa per poi ritornare sui suoi passi a prendere una cassa contenente una decina di bottiglie d'acqua addizionate con della sostanza che stimolava la viscica , la sistemò vicino al lettino ed attese ordini .
Hessa allentò la cinghia che la ragazza aveva al ventre togliendola poi disse .
Tenetela ferma questa bastarda , tenetele la testa ferma mentre io le do da bere .
Intervennero le due assistenti , Helga con la forza della sua mole afferrò la ragazza alla testa coperta ancora dalla cuffietta bloccandole ogni qualsiasi movimento , Helena si occupò delle sue labbra .
Con le due dita della mano sinistra a forma di tenaglia costrinse Karin ad aprire la bocca quel tento da poterle introdurre la base dell'imbuto in bocca, poi mentre la ragazza si disperava mugulando attese l'intervento della dottoressa che si avvicinò alla sommità dell'imbuto con una bottoglia di quell'acqua versandone dentro il contenuto facendo ingozzare Karin che tossiva e rigurgitava con occhi sbarrati di terrore consapevole della sua impossibilità di fermare quel flusso che imperterrito le scendeva nello stomaco .
Una bottiglia , due , tre .
Ancora ancora urlava la sadica Essa alla ragazza che la guardava con occhi venati di sangue, e continuò , continuò a farla soffrire fino a che ne furono state versate sette di quelle bottiglie nella sua gola facendole ingrossare la pancia . poi si fermò .
Oramai Karin non sentiva più il solletico delle ortiche , non si agitava più , era troppo concentrata a vivere .
Non ti preoccupare che non morirai , almeno per ora , fra non molto il liquido che hai nella pancia farà effetto e vedrai quanta pipi che farai , dopodichè se non collaborerai ripeteremo il trattamento con il doppio di quel liquido speciale che ora stà lavorando nella tua pancia , depositò l'imbuto a terra poi rivolgendosi alle sue due colleghe disse ; io non sò i vostri gusti sessuali ma credo di intuirli , quelle come noi hanno dei gusti soppraffini , abbiamo quì a nostra disposizione chi ci potrà dare il piacere che cerchiamo , approffittiamone .
Detto questo si denudò invitando le altre a fare altrettanto .
Restarono solo con le scarpe col tacco , calze nere e reggicalze nero attorno a quel lettino a guardare quella povera ragazzina in preda ai primi dolori addominali .
Invitò la grassa Helga a prendere lo sgabello e a sedersi in mezzo alle gambe aperte della ragazza , e questo lo disse cetrta di farla felice intuendo la sua dedizione per le piccole fighettine , infatti centrò nel segno perche alla Donna gli si illuminarono gli occhi mentre prendeva posto avvicinandosi alla figa della piccola , poi rabbrividì , rabbrovidì quando la dottoressa le disse : fammi vedere come la mangi questa figa .
Non se lo fece ripetere Helga , spalancò le fauci e di quella giovane figa ne fece un boccone , poi conoscendo la struttura del lettino ginecologico fece con rapidi movimenti delle mani che agirono su delle rotelle scivolare in basso una parte del lettino in modo di avere completamente nelle sue mani il bel culetto della giovane e si concentrò sul suo piccolo grillettino che con la punta della lingua tittillò fino a quando uno scroscio di pipi le lavò il viso rendendola felice , poi entrarono in azione anche Hessa e Helena concentrandosi ogniuna su di un punto .
Hessa mettendosi a succhiare i capezzoli di karin sentendone la freschezza , Helena schiacciandole la pancia gonfia con forza aumentando così il flusso di pipi in uscita fino a quando decisero di partecipare anche loro al banchetto .
Velocemente a turno presero posto sullo sgabello in mezzo alle gambe aperte della ragazza e anche loro si presero la loro parte di quella pipi speciale che in continuazione usciva dalla figa di Karin facendosi bagnare ovunque , se la prendevano in faccia , in bocca , sulle tette , e tutto questo leccandola e violandola nel culo con le loro dita , fu una goduria , una goduria che finì quando dalla figa della ragazza la fontanella si esaurì facendo capire alle tre Donne che presto quel piacere sarebbe finito .
Attesero la fine palpandosi le tette bagnate di pipi a vicenda dimenticandosi di quella ragazza oramai consapevoli di essere sullo stesso pianeta fatto di violenze gratuite e di sesso poi si asciugarono aiutandosi fra loro .
Finite quelle effusioni fra colleghe Hessa ritornò di nuovo vicino al lettino si abbassò sul viso tumefatto di Karin che la guardava piena di terrore e le disse : come vedi da quì ti sarà difficile uscirne viva , ora sono stanca di te , ora voglio che tu ti rimetta in sesto per una prossima seduta punitiva , rifletti o ti costerà la vita .
Si rivestirono tenendosi l'odore acre di pipi addosso poi Hessa diede ordine di portare la prigioniera nella sala di riflessione e di metterla alla gogna .
fine secondo capitolo .
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