Elena entrò in camera da letto senza accendere la luce. La stanza era immersa in una penombra dorata, filtrata dalle tende pesanti. Il letto era grande, con lenzuola di lino chiaro e un copriletto leggero in seta color avorio. Luca la seguì, chiudendo la porta dietro di sé.
Elena si fermò ai piedi del letto e si voltò verso di lui. Senza dire una parola, si slacciò lentamente la cintura del caftano. Il tessuto scivolò dalle sue spalle e cadde a terra con un fruscio leggero.
Rimase nuda davanti a lui.
Il suo corpo non era quello di una giovane donna, ma conservava una bellezza matura e affascinante. I seni erano pieni, pesanti, con i capezzoli scuri e già tesi. La vita era leggermente più morbida, i fianchi larghi e femminili. Le gambe, lunghe e ancora ben tornite, terminavano con quei piedi eleganti che tanto lo avevano colpito. La pelle era chiara, con qualche ruga leggera qua e là, ma curata e profumata di sandalo.
Luca la guardò senza riuscire a parlare.
Elena non si coprì. Anzi, si lasciò osservare, con una calma quasi regale.
«Vieni» disse piano.
Luca si avvicinò. Lei gli slacciò la camicia, poi i pantaloni, con gesti lenti e sicuri. Quando gli abbassò i boxer, il suo membro scattò fuori, già duro e teso. Elena lo guardò con un piccolo sorriso soddisfatto.
«Era da molto tempo...» mormorò, senza continuare la frase, passandogli una mano sul petto.
Si sdraiò sul letto, appoggiandosi sui gomiti. Allungò una gamba e gli sfiorò la coscia con il piede nudo.
«Prima di tutto…» disse, guardandolo dritto negli occhi, «voglio che mi baci i piedi. Mi sembrava avessi detto che ti piacevano...»
Luca sentì un brivido corrergli lungo la schiena. Si inginocchiò ai piedi del letto, prese delicatamente il piede destro di Elena tra le mani e lo portò alla bocca.
Lo baciò con reverenza. Prima la pianta, poi l’arco, poi ogni dito, uno per uno. Elena emise un sospiro lento, quasi impercettibile. Quando lui cominciò a succhiare l’alluce, lei piegò leggermente la gamba e gli accarezzò la nuca con l’altro piede.
«Così…» sussurrò. «Bravo.»
Dopo qualche minuto, Elena ritrasse il piede e aprì lentamente le gambe. La sua fica era già umida, le grandi labbra gonfie e lucide.
«Ora vieni qui» disse, la voce più roca. «Voglio sentirti dentro di me.»
Luca salì sul letto. Si posizionò tra le sue gambe e si abbassò su di lei. Elena gli prese il viso tra le mani e lo baciò con passione mentre lui la penetrava lentamente, centimetro dopo centimetro.
Era stretta. Calda. E molto bagnata.
«Ahh…» gemette piano Elena, inarcando la schiena. «Sì… così.»
Luca cominciò a muoversi con ritmo profondo e misurato. Elena gli avvolse le lunghe gambe intorno alla vita, incrociando le caviglie dietro la sua schiena. I suoi piedi premevano contro i glutei di lui, spingendolo più a fondo a ogni colpo.
«Più forte» mormorò contro la sua bocca. «Non trattarmi come se fossi fragile. Sono ancora una donna.»
Luca obbedì. Aumentò il ritmo, scopandola con più forza, mentre lei rispondeva con gemiti sempre più intensi. I seni di Elena ondeggiavano a ogni colpo. Le sue unghie gli graffiavano la schiena.
Dopo qualche minuto, Elena lo fece fermare.
«Aspetta» disse, il respiro accelerato. Si girò lentamente sulla pancia, poi si mise a quattro zampe, sollevando il culo morbido verso di lui. I suoi piedi rimasero ben piantati sul materasso, eleganti e tesi.
«Da dietro» ordinò dolcemente. «E voglio che mi tocchi i piedi mentre mi scopi.»
Luca la penetrò di nuovo. Questa volta più profondamente. Elena gemette forte, stringendo le lenzuola tra le dita. Mentre la scopava con decisione, lui le afferrò i piedi e cominciò a massaggiarli, stringendoli, accarezzandoli.
«Luca…» ansimò Elena, la voce spezzata dal piacere. «Sto per venire… non fermarti.»
Venne poco dopo, con un gemito lungo e profondo, il corpo che tremava mentre le pareti interne lo stringevano ritmicamente. Luca resistette ancora qualche secondo, poi si ritirò e venne anche lui, schizzando caldo sulla curva del suo sedere e sulla parte bassa della schiena.
Per qualche istante rimasero così, immobili, solo i loro respiri affannosi che riempivano la stanza.
Poi Elena si sdraiò sulla schiena, esausta, ma con un sorriso soddisfatto sulle labbra. Luca si lasciò cadere accanto a lei. Lei gli accarezzò il viso con una mano, pigramente..
«Vedi?» mormorò, ancora un po’ senza fiato. «Non sono poi così vecchia.»
Luca la guardò. Aveva i capelli bianchi sparsi sul cuscino, il viso arrossato, il corpo lucido di sudore. Era bellissima,a suo modo.
«No» rispose piano, chinandosi a baciarla sulla bocca. «Sei perfetta.»
Elena sorrise contro le sue labbra.
«Allora resta qui stanotte» disse. «Voglio svegliarmi sentendo il calore di un giovane uomo accanto a me.»
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