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Cuckold First time
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Le prime corna di Laura.

Sono Nicola e mia moglie si chiama Laura. Siamo una coppia 56enne. Lei dai capelli castani, occhi scuri ed un seno di una quarta misura abbondante coppa C. Ha un bel culo ed i fianchi un po’ larghi, curve morbide, ma non grassa; nell’insieme è una bella donna, completamente depilata intimamente. Io sono di media statura, brizzolato, fisico normale, sono un impiegato e lei casalinga. Nel rapporto di coppia, sono gelosissimo, però mi eccita fotografarla e mostrarla e lei aderisce volentieri a questa mia fissa. Siamo sposati da una vita ed ora, da un po’ di tempo, ho problemi di erezione, quindi sfrutto lingua e dildo per farla godere. Lei ama esser masturbata e leccata. Le piace che glielo faccia anche al culo, ma, da anni non riesco a penetrarla in quel pertugio, perché la mia erezione dura poco, mi si smoscia velocemente e non riesco più a scoparla. Al contrario lei, se scaldata adeguatamente, non ha limiti: è un’ottima fellatrice e si eccita molto a fantasticare di poter godere con altri maschi. È una cosa che la eccita moltissimo e la fa bagnare molto, ma, passato il momento di lussuria, tutto finisce. Sono consapevole che una bella figa come la sua, meriterebbe un cazzo che, ogni tanto, la soddisfi per bene. Io mi limiterei ad ammirarla mentre gode, ma, per quanto ne abbiamo parlato e discusso, non sembra voler dar seguito a questa fantasia. Ama ballare e, proprio questa sua passione, ha di fatto sbloccato la situazione. L’occasione si è verificata al compleanno di una sua giovane collega, che festeggiava quarant’anni. Me ne ha parlato lunedì sera, a cena.
«Amore, venerdì, la mia collega ha invitato tutte noi ad andare con lei in discoteca per festeggiare i suoi 40 anni. Capisci, amore: quarant'anni! Bisogna riconoscere che questa cosa mi ha fatto un po' riflettere ed ho capito che la vita sta scorrendo via molto velocemente. Credo sia ora che io e te ci guardiamo intorno e… amore, ti amo, ma nel contempo, mi rendo conto che non sono più la giovane donna che hai conosciuto a suo tempo.»
Ho sentito un velo di tristezza e malinconia nelle sue parole, così ho cercato di tirarle su il morale.
«Dai, Laura, non è il caso di tirar i remi in barca! Sei ancora una bella donna, che fa la sua porca figura; quando ti metti in tiro, sei ancora in grado di dare i punti a tante puttanelle!»
Mi ha guardato, mi ha fatto una carezza e mi ha detto che ero di parte; allora ho insistito.


«Ok, amore, sarò anche di parte, ma ti assicuro che tu sei ancora in grado di fare perdere la testa a tanti uomini. Prova a considerare quest'occasione come un test per verificare la validità di questa mia convinzione. Venerdì, va pure in discoteca e controlla se susciti ancora interesse.»
Ha sorriso e non ha aggiunto altro, così, per il momento, l'argomento poteva considerarsi chiuso. Il giovedì sera, mentre stavamo sparecchiando la tavola dopo cena, mi ha guardato con una certa curiosità.
«Davvero pensi che... voglio dire vuoi che… insomma, non avresti niente in contrario se domani sera andrò a divertirmi con le mie colleghe?»
Le ho sorriso, le ho dato un bacio e detto che ero assolutamente convinto che doveva andare e, soprattutto, divertirsi in piena disinvoltura.
«Laura devi andare e divertirti! Per una sera, lascia a casa la casalinga di una vita e fa ballare Laura, la donna che ha bisogno di sentirsi ancor viva, bella, desiderata e… come ti ho detto tante volte, anche un po' puttana. Sì, amore, vorrei proprio che ti lasciassi andare, se dovesse capire l'occasione…»
Mi ha guardato fingendo di esser un po' preoccupata, ma, in realtà, vedevo i suoi occhi che brillavano di gioia. Si è presa il venerdì pomeriggio libero ed ha passato l'intera serata tra parrucchiera, estetista e, quando è tornata, ho visto che aveva anche fatto degli acquisti. Mi ha sorriso e, essendo quasi ora di prepararsi, ha fatto una bella doccia e, una volta tornata in camera per vestirsi, ho visto che sul letto aveva disteso della lingerie molto fine, quanto sexy. Un perizoma nero trasparente che, quando lo ha indossato, a malapena le ha coperto lo spacco della fighetta. Il reggiseno, poi, perfettamente coordinato con il perizoma le ha spinto in alto le mammelle, facendolo apparire bello gonfio. Ha indossato delle calze nere velate, molto belle, rette da un coordinato di pizzo nero e, già questo, mi ha fatto sentire le farfalle nello stomaco. Ha indossato una gonna nera a portafoglio, che le arrivava appena sotto il ginocchio, ma, essendo aperta, ad ogni passo metteva in mostra una buona porzione di coscia. Sopra ha messo una camicetta anch'essa nera, ma finemente lavorata, che faceva intravedere le sue spalle, mentre solo una fascia sul davanti era stata resa un po' meno trasparente, ma, in ogni caso, metteva in mostra lo splendido reggiseno e, soprattutto, il suo meraviglioso décolleté. Insomma, solo a guardarla, avrebbe fatto tirare il cazzo a chiunque. Ha completato il suo outfit indossando un paio di scarpe dal tacco sottile e molto alto, che hanno reso il suo incedere ancor più seducente e, unito a tutto il resto, la facevano apparire una stupenda Cougar, decisa a cercare la sua preda. Mi ha guardato e mi ha chiesto un giudizio.
«Come sto? Trovi che sia troppo eccessiva, vero? Però, alla mia età, non voglio indossare una minigonna, sembrerei troppo sfrontata, invece credo che questo abbigliamento costituisca un buon compromesso!»


Ho sorriso e le ho detto che, se non fosse stata mia moglie, non avrei perso tempo e l'avrei corteggiata strettamente. Lei mi ha dato un bacio e poi ha coperto le sue labbra con un rossetto indelebile, che le ha rese ancor più seducenti: veder quella bocca e sapere quanto è brava a far pompini, c'era da impazzire ad immaginarle alle prese di un bel cazzo duro. Dopo una decina di minuti, uno squillo sul suo cellulare l'ha avvertita che le sue amiche erano già sotto casa, così mi ha salutato, dandomi un bacio sulla guancia.
«Va a letto… Non aspettarmi alzato!»
Ho sorriso e le ho detto che non doveva pensare a niente, ma solo divertirsi come meglio credeva; lei mi ha rivolto uno sguardo più che malizioso.
«Chissà? Se dovessi dar retta a te, credo che questa sera potresti gloriarti ad avere un bel paio di corna!»
Mi hanno tremato le gambe e, nello stesso tempo, ho avvertito una terribile fitta di gelosia, che però ha fatto gonfiare il mio membro. L'ho guardata uscire, restando in piedi sulla porta; poi si è avvicinata alla vettura che era ferma davanti casa ed ho visto scendere una delle sue amiche: son rimasto alquanto sorpreso, perché, se Laura era vestita sexy, la sua collega, della stessa età, sembrava una giovane puttanella, perché abbigliata con una minigonna da sballo. Le ho sentite ridere e partire di gran carriera. È iniziata una lunga attesa, durante la quale, ho fatto mille e più congetture: mi son fatto due seghe e, alla fine, vinto dalla stanchezza, mi son addormentato sul divano. Quando ho riaperto gli occhi, ho visto che erano le tre del mattino e attorno a me c'era ancora silenzio; ho capito che mia moglie non era ancora tornata. Ho fatto per alzarmi per andare a letto, quando ho sentito il rumore di un'auto fermarsi davanti al nostro cancello. Ho guardato dalla finestra ed ho visto che erano loro. Mia moglie è entrata, mi ha visto ed ha sorriso; ci siamo diretti assieme verso la camera da letto. Ero molto eccitato, ma anche impaziente: non vedevo l'ora di sapere.
 «Allora, com'è andata?»
Si è distesa sul letto ancora vestita ed ha iniziato a raccontare.
«Il locale era pieno di gente. Mentre ballavamo, si son avvicinate più persone, ma uno in particolare mi intrigava. Mi ha tallonato da vicino, mentre ero in pista, mi ha toccato il culo un paio di volte “per sbaglio” (?), ma, quando siamo andate al bar, lui era dietro di me, mi ha abbracciato e mi ha alitato sul collo, poi si è appoggiato sul mio fondoschiena e mi ha fatto chiaramente sentire che aveva il cazzo duro.


Sapessi, amore, che bello che era: GROSSO E DURO! Ho fatto molta fatica a dirgli di no. Avrebbe voluto portarmi nel parcheggio e scopare in auto, ma io ero con le amiche e non volevo pensassero che ero una troia. Allora lui mi ha lasciato il suo numero di cellulare.»
Le ho sfilato il perizoma ed ho notato che era bagnato in una maniera incredibile; il mio cazzo ha avuto una impennata pazzesca e l'ho scopata quasi furiosamente, facendola godere tre volte. Placata la nostra libidine, siamo rimasti abbracciati a farci un po' di coccole; allora le ho chiesto cosa avesse in mente di fare. Mi ha guardato e mi ha detto che ci doveva pensare, perché voleva giungere ad una scelta con convinzione.
«Ti confesso che l'idea mi piace molto, e… sentire quel grosso membro premere contro di me, mi ha fatto sbrodolare da pazzi, come hai potuto vedere. Non lo so... temo sia una cosa che, una volta iniziata, non si torna indietro, per cui è il caso di vagliarla al meglio.»
La guardo sempre più eccitato e le chiedo fin dove vorrà spingersi, anche perché, tra l'altro, avrei voluto esser presente.
Mi sorride e mi dice di portar pazienza.
«Lasciami un attimo riflettere su tutta la cosa; inoltre vorrei capire che tipo di persona è. Non son sicura sia una buona idea, metterlo a parte che tu sai e sei d'accordo. In fondo, se pensa che dietro di me c'è un marito tradito, dovrebbe indurlo a muoversi in maniera un po' discreta e meno assillante. Vediamo come si evolve la cosa e poi, eventualmente, coinvolgo anche te!»
Ho accettato e subito il mio cazzo è diventato duro da farmi male. È incredibile come questa storia riesca, in qualche modo, a farmi vincere la mia temporanea impotenza. L'idea che un altro se la possa scopare, me lo fa rizzare al massimo. Il giorno dopo vedo che inizia a chattare con lui e, stranamente, cambia il PIN del suo cellulare; così, per un attimo, mi sento tagliato fuori. Quando glielo faccio notare, la sua risposta è semplice: "voglio condurre questa cosa da sola, ma anche tenerti sui carboni ardenti". Il che mi fa impazzire e tirar seghe a raffica. Il mercoledì mi dice che venerdì sera vuole uscire e, mentre me lo chiede, mi sta segando dolcemente; io, naturalmente, all'idea di saperla di nuovo in giro con questo probabile toro che potrebbe montarmela, mi eccito così tanto che sborro all'istante e, ovviamente, non le nego nulla. Giovedì mattina, addirittura, mentre stiamo facendo colazione, mi guarda e dice che, se mi fa piacere, potrei sceglierle l'intimo da indossare, in particolare il tipo di perizoma più seducente.


Cazzo! Quasi vengo nei pantaloni. Non le rispondo subito, ci rifletto un po' e poi, a mezzo di un messaggio, le dico per cosa propendo: "Non indossare niente!" La sua risposta è una faccina stupita e un'altra che ride in maniera complice. Cavolo, sto spedendo mia moglie tra le braccia di un altro e farle fare la puttana? Questa cosa mi eccita così tanto che mi sento il cazzo duro come il marmo. Finalmente arriva venerdì. Quando torno, nel pomeriggio, la trovo che è già rientrata e si è appena fatta la doccia; si spalma della crema sul corpo, per renderlo ancor più morbido e setoso e noto pronto sul letto, un bel tubino nero elasticizzato che, appena lo indossa, modella le sue forme come una seconda pelle. Mi guarda e sorride con aria civettuola.
«Hai ragione: è inutile indossare l'intimo sotto questo vestito, perché si renderebbe visibile e quindi antiestetico!»
Ho il cazzo durissimo. Mi avvicino, provo a scoparla, ma lei mi sorride, me lo tira fuori e mi fa una sega, a seguito della quale vengo quasi all'istante. Poi mi guarda con un languore da far rizzare anche degli eunuchi.
«Vedo che sei molto eccitato; sappi che lo sono anch'io! Se tutto va come immagino, questa sera ti regalerò un palco di corna da fare invidia ad un giovane cervo a primavera.»
Sorride e va a calzare dei sandali con tacco alto; il suo magnifico culo è ancor più messo in evidenza; noto che se lo guarda allo specchio, contenta. Si avvicina alla porta, mi dà un bacio e se ne va.
«Non aspettarmi alzato, perché non so se torno... capirai: se bevo troppo, è preferibile dormire in hotel!»
Cazzo! Mi ha appena detto che dormirà con qualcuno ed io... appena chiusa la porta, sento le classiche farfalle allo stomaco, le gambe mi diventano fiacche ed il cazzo prende a farmi un male del diavolo! Quanto può esser lunga una notte così? Eterna! Le ore non passavano mai ed io continuavo a farmi, nella mente, tutti i film possibili e immaginabili. Alla fine, alle prime luci dell'alba, sento un'auto fermarsi davanti al nostro cancello; guardo da dietro la tenda e non vedo scendere nessuno; poi, d'un tratto, lo sportello del passeggero si apre ed ho visto uscir mia moglie e subito, dall'altro lato, è sceso un uomo, che è venuto a salutarla. Ha stretto Laura in un abbraccio e son sicuro che le ha anche dato un bacio sulle guance, poi è risalito in auto e se n'è andato, mentre mia moglie ha percorso il breve vialetto ed è entrata in casa. Mi ha trovato nudo, seduto sul divano, con il cazzo in mano; ho notato che aveva i capelli arruffati, l'aria un po' stanca e le scarpe in mano: camminava a piedi scalzi. Sono scattato in piedi come una molla e mi son posto davanti a lei, che mi ha sorriso.


«Ti avevo detto di non aspettarmi alzato!»
Avevo troppe domande da farle, non mi andava di aspettare, così le ho chiesto di raccontarmi tutto, per filo e per segno. Lei ha sorriso, mi ha preso per mano e ci siamo sdraiati sul letto. Mi ha guardato dritto negli occhi.
«Mi è venuto a prendere qui, all'angolo della via, e quando son salita in auto, subito mi ha fatto i complimenti per il mio outfit; poi mi ha chiesto se avevo davvero voglia di andare a ballare. Ovviamente gli ho risposto di no ed allora lui mi ha detto che un amico, in città, aveva la casa libera; mi ci ha portato e siamo entrati in un piccolo appartamento, pulito ed in ordine; appena entrati, mi ha baciato con la lingua in bocca ed abbiamo limonato un po'. Intanto ho sentito premere il suo grosso membro contro il mio inguine; lui mi ha guardato un attimo negli occhi, per capire se fosse decisa.
“Spero che avrai detto a tuo marito che torni tardi, perché questa notte voglio trascorrerla a godere e farti godere tanto!”
Mi ha preso per mano, siamo entrati in una camera da letto e poi mi ha abbracciato da dietro; ha iniziato a far scivolare il mio vestito sul corpo, mentre la sua bocca mi baciava su collo, spalla e le mani si son subito impossessate dei miei seni liberi; ha preso a titillare i miei capezzoli, tirandoli, stringendoli tra le dita, facendomi subito gemere dal piacere. Ha fatto scivolare il vestito fino alle mie caviglie, poi, dopo un breve passo per uscirne, mi ha abbracciato da davanti e la sua bocca si è impossessata dei miei capezzoli, mentre le sue mani tenevano strette le mie chiappe. Ho sentito premere il suo membro contro il mio inguine e, a quel punto, son diventata curiosa: ho aperto la lampo dei suoi pantaloni, ho infilato una mano all'interno ed ho trovato qualcosa di veramente notevole; l'ho stretto tra le dita, senza permettermi di poterle congiungere per quanto era smisurato in spessore. Mi son subito bagnata tantissimo! Mi ha fatto una leggera pressione sulle spalle e mi sono inginocchiata davanti a lui; me lo son trovato davanti alla faccia. Prima che tu me lo chieda, ti dico che era sicuramente il doppio del tuo: un bel cazzo poderoso, sicuramente lungo intorno ai venti di centimetri, già ben duro e molto spesso, con delle belle venature che lo rendevano ancor più allettante; in cima presentava una magnifica cappella rossa e lucida che ho subito preso a leccare con gusto. Mentre lui finiva di spogliarsi, ho preso a passar la lingua sopra quello scettro. Partivo dal basso, per salir fino alla punta e poi ridiscendere giù, fino ad inglobare in bocca quelle due grosse palle, che mi avrebbero eruttato tanta di quella crema che effettiv amente volevo gustare. Lui ha subito apprezzato.


“Ti piace questo cazzo? Scommetto che è più grosso di quello di tuo marito! Succhialo bene, perché ti farà godere all'infinito."
Mi ha sollevato e ci siamo gli stessi sul letto; subito abbiamo iniziato un 69, ma dopo poco stavo già godendo. Mi son impegnata di più e lui ha avuto modo di apprezzato la mia bocca.
“Immaginavo che potessi esser brava, ma non come me lo stai mostrando! Adesso, prenderò a scoparti la gola!”
Mi ha messo di lato ed ha cominciato a spingere il suo corpo in avanti; quel membro mi è entrato tutto dentro, penetrandomi in gola! Contemporaneamente mi leccava ed io ho avuto un altro orgasmo; poi si è rigirato e me lo sono trovato tra le cosce; con una spinta poderosa, quell'asta enorme è entrato tutta dentro di me, fin in fondo. Ho spalancato la bocca nel percepirne la grossezza e lui ha sorriso.
“Dimmelo, troia, quel cornuto di tuo marito è mai arrivato così in fondo? Te la spacco tutta questa fica stupenda, per, infine, riempirtela di sperma!”
Un demonio! Mi ha scopato cambiando posizione per quasi un'ora e poi mi ha riempito con una sborrata colossale. Siamo rimasti abbracciati per un po', poi me lo ha presentato di nuovo alla bocca; devo dire che non aveva perso per niente il suo turgore ed è bastato poco per ritrovarlo al meglio delle sue condizioni. Ero così eccitata che, quando mi ha messo di nuovo quel grosso membro dentro, piantato da dietro, l'ho sentito aprirmi ancora di più e poi, dopo avermi pompato un po', lo ha tirato fuori e lo ha appoggiato al mio culetto; sì, lo so che a te il culo non ho mai voluto darlo, ma… lui con due spinte decise, me lo aveva già infilato dentro. Per un attimo mi son sentita aprire in maniera abnorme ed ho protestato.
“No, cazzo, no! Nel culo no.. o, almeno, fa piano!”
È rimasto immobile e poi mi ha messo una mano davanti ed ha iniziato a masturbarmi con forza; senza neanche rendermene conto, ero io che mi muovevo avanti/indietro e così… mi ha farcito anche il culo!»
Son rimasto sorpreso ed eccitato nello stesso tempo. Ho provato a mettermi tra le sue cosce, ma lei non ha voluto.
«No, ti prego, no! Dopo che mi ha fatto il culo, mi ha scopato ancora davanti ed è venuto ancora un'altra volta e… guarda!»
Ha aperto le cosce ed ho visto la sua fighetta irritata, gonfia, con le labbra rosse e mi ha detto di guardare un po' più da vicino, così mi son abbassato e… cazzo, l'aveva aperta per davvero! Ho visto un rivolo bianco colare ancora da quella voragine, perché tale era da definire la sua bella fighetta. Così, quando lei mi ha appoggiato una mano sulla testa, mi son messo a leccargliela, raccogliendo quel mix di rumori, mentre lei riprendeva a godere.


«Che porco che sei! Lo sai che lui me l'ha anticipato: ha detto che avresti apprezzato. Era sicuro che mi avresti leccata, perché ha detto che una troia come me, non poteva non aver il marito cornuto. Pr farla breve, ha capito tutto!»
Mi son sborrato addosso senza toccarmi, mentre continuavo a leccarla. Dopo mi son sollevato e le ho chiesto quali intenzioni avesse. Mi ha guardato e sorriso.
«Io? Scoparci ancora, e poi ancora! Tu, piuttosto, sei pronto a constatare quanto riesco ad esser troia con un altro maschio?»
Sono rimasto a guardarla, poi lei ha sorriso e mi ha dato un bacio.
«Amore, è sposato e non ha molto tempo; però, qualche sera, in settimana, non mi dispiacerebbe averlo a cena e poi…»
Nonostante tutto avevo di nuovo il cazzo duro e gliel'ho infilato dentro, quasi d'improvviso. Lei mi ha abbracciato e, mentre la scopavo mi ha guardato negli occhi ed ha sorriso con una malizia che era tutto un programma.
«Se avessi saputo prima che, a farti le corna, portava a tutto questo...»
Non l'ho fatta finire di parlare, perché le ho chiuso la bocca con un bacio, mentre venivo per l'ennesima volta e, questa volta, dentro di lei. L'idea di vederla a scopare con lui, me lo rende così duro, che mi stupisco di me stesso.


 

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