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SilverRea 51  y.o.
Woman
Piedmont, Italy
Last visit: 3 days ago
Anal sex Miscellaneous
  • sex

Lei dorme, io brucio.

Mi piace guardarti mentre dormi.


Sono seduto sulla piccola poltrona di velluto blu notte, proprio di fronte al letto, con le gambe leggermente divaricate e la tazza di caffè ancora caldo stretta tra le mani.


La persiana abbassata quasi del tutto lascia filtrare solo sottili lame di luce dorata, un sole assonnato che accarezza la stanza con timidezza.


La penombra è densa, calda, intima.


L’aria profuma di noi...di passione consumata, di pelle accaldata, di lenzuola stazzonate e del tuo odore selvatico che mi entra dentro i polmoni.


E tu sei lì.


Distesa sul ventre, il lenzuolo di seta bianca scivolato pericolosamente basso sui fianchi, a rivelare la curva perfetta della tua schiena, le fossette sopra il sedere, la pelle dorata e liscia che sembra brillare di luce propria.


Sei una dea felina.


Una pantera, elegante e pericolosa anche nel sonno.


I capelli sparsi sul cuscino come una criniera selvaggia, le labbra socchiuse, e quel sorriso appena accennato che mi fa impazzire...chissà in quale sogno stai affondando i tuoi artigli, chissà chi stai cacciando o chi ti sta possedendo.


Ti guardo e il desiderio mi brucia dentro come fuoco liquido.


Sento il cuore battere pesante nel petto, un pulsare sordo che scende fino al basso ventre.


La mia carne si risveglia lentamente, diventando sempre più dura e tesa mentre ti osservo respirare.


Ogni inspirazione solleva appena il tuo seno premuto contro il materasso. Ogni espirazione è un miagolio silenzioso che mi chiama.


Sei fuoco.


Fuoco che non si spegne mai.


Una creatura fatta di fiamme e velluto nero, di unghie affilate e fusa profonde.


Immagino di avvicinarmi piano, senza svegliarti, di far scivolare le dita lungo la tua colonna vertebrale, di sentire i piccoli brividi che percorrono la tua pelle anche nel sonno.


Vorrei affondare il viso nel tuo collo, inspirare quell’odore caldo e dolce di donna eccitata, mordicchiarti piano la nuca mentre le mie mani scendono più giù, separando con reverenza le tue gambe.


Poche ore fa eri una belva scatenata.


Ti rivedo con una chiarezza feroce...la tua schiena inarcata contro il mio petto, i tuoi artigli conficcati nelle mie spalle mentre mi cavalcavi con furia sensuale.


Sentivo le tue unghie graffiarmi la pelle, quel bruciore delizioso che mi faceva stringere i denti.


I tuoi fianchi che si muovevano in cerchi lenti e poi sempre più selvaggi, il suono bagnato dei nostri corpi che sbattevano, i tuoi gemiti bassi che diventavano ringhi.


Mi guardavi con quegli occhi da predatrice, le pupille dilatate, e mi sussurravi parole sporche e dolci insieme.


Ti sentivo contrarti intorno a me, calda, stretta, vorace.


Mi hai marchiato.


Mi hai fatto sentire predatore e preda allo stesso tempo.


Ora dormi, ma il tuo corpo continua a provocarmi.


I capezzoli turgidi premono contro il lenzuolo.


Le gambe leggermente aperte, il sedere alto e rotondo che sembra implorare attenzione.


Sento la bocca secca.


La voglia di scostare quel lenzuolo è quasi insopportabile.


Immagino di baciare l’interno delle tue cosce, lentamente, risalendo con la lingua fino al tuo calore umido, assaporando il tuo sapore dolce e muschiato.


Ti vedo fremere nel sonno, spingere piano il bacino contro la mia bocca, fare le fusa profonde e gutturali mentre la mia lingua ti accarezza senza fretta.


Il desiderio mi stringe lo stomaco.


Sento il sangue pulsare nelle vene, la mia carne che pulsa con forza, dura e impaziente contro i pantaloni.


Ho sete di te.


Di ogni centimetro della tua pelle.


Vorrei girarti con delicatezza, aprirti le gambe e perdermi dentro di te, ma resto fermo.


Ti respiro.


Ti venero.


Ti desidero con una intensità che mi spaventa e mi eccita allo stesso tempo.


Il caffè si è raffreddato da tempo.


Fuori ha iniziato a piovere, un suono ritmico e costante che sembra accompagnare i battiti del mio cuore.


La sigaretta può aspettare.


Tutto può aspettare.


Poi ti muovi.


Un piccolo stiramento felino, un sospiro più profondo.


I tuoi occhi si aprono lentamente, ancora appannati dal sonno, e mi trovano lì, seduto, che ti guardo come se fossi l’unica cosa al mondo.


Sorridi.


Quel sorriso da gatta che sa già tutto.


Ti alzi carponi sul letto, il lenzuolo che scivola via del tutto, offrendomi la visione completa del tuo corpo nudo, caldo, pronto.


Ti avvicini a me con movimenti lenti e sinuosi, mi baci il collo, mi mordi piano il lobo dell’orecchio e sussurri con voce rauca..."Vieni qui…".


Ti prendo per i fianchi, ti giro con dolcezza ma decisione.


Ti accarezzo la schiena, scendo lungo la curva del tuo sedere, lo stringo tra le mani.


Ti sento tremare di anticipazione.


Entro piano dentro di te, ma non dove ti aspetti.


Sento il tuo respiro fermarsi per un istante, poi un gemito lungo e profondo mentre ti abbandoni.


Ti prendo così, con lentezza esasperante, con passione controllata, sentendo ogni centimetro del tuo calore stretto e vellutato che avvolge la mia carne.


Le tue unghie affondano nel lenzuolo, la schiena si inarca, i tuoi miagolii diventano sempre più intensi.


Ti accarezzo i capelli, ti bacio la nuca, ti sussurro quanto sei divina, quanto sei mia.


Spingo più a fondo, con ritmo crescente, sentendo il tuo corpo arrendersi e contrarsi.


Le tue fusa diventano ruggiti soffocati.


Ti stringo forte i fianchi mentre l’onda sale, mentre ti sento tremare e venire con tutto il corpo, e io ti seguo poco dopo, riversandomi dentro di te con un piacere che mi travolge completamente.


Restiamo così, ancora uniti, i nostri corpi fusi in un unico respiro affannato.


La pioggia batte più forte contro i vetri, come un applauso complice alla nostra passione.


Il tuo cuore batte contro il mio petto, la tua schiena premuta contro di me, la mia carne ancora pulsante dentro di te.


Mi chino sulla tua nuca, ti bacio piano e ti sussurro all’orecchio:


«Sei…la mia fiamma.»


Fuori il mondo può aspettare.


Qui dentro, tra le lenzuola sgualcite e i nostri odori mescolati, il fuoco continua a bruciare...


 

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