Il motore dell'auto si spegne, e con esso l'ultimo velo di normalità. Il silenzio che avvolge la villetta di Novara alle 18:30 è interrotto solo dal ticchettio del metallo che si raffredda e dal respiro irregolare di tua moglie. Fuori, il sole sta calando, proiettando ombre lunghe e calde che sembrano voler spiare dentro l'abitacolo.
Miky resta immobile, le mani strette sulla borsa, lo sguardo fisso sul portone in ferro battuto. La luce del crepuscolo attraversa il parabrezza e colpisce la sua camicetta nera: il tessuto è così sottile che il pizzo del reggiseno appare nitido, quasi aggressivo nella sua eleganza. Ma è quello che non si vede a rendere l'aria irrespirabile. Tu sai che sotto quei leggings neri, che fasciano le sue cosce come una colata di lattice opaco, non c'è assolutamente nulla. La pelle nuda dei suoi glutei è a contatto diretto con il tessuto sintetico, una consapevolezza che la fa sentire spogliata ancor prima di entrare.
«Marco...» sussurra lei, senza girarsi. «Guarda come sono ridotta. Mi sento una...» Non finisce la frase, ma il tremito della sua voce completa il pensiero.
«Sei quello che lui ha chiesto, Miky,» rispondi tu, godendoti il potere di quelle parole. «E sei bellissima.»
Scendete dall'auto. Il rumore dei suoi tacchi a spillo sul vialetto di ghiaia è come un segnale. La porta della villetta si schiude prima ancora che possiate suonare. Franco è lì, sulla soglia. Stavolta non indossa il camice, ma un pantalone scuro e una polo nera che mette in risalto la sua fisicità atletica e matura.
«Benvenuti,» dice lui, con un sorriso che non arriva agli occhi, ma si ferma sulla scollatura di tua moglie. «Puntuali. Mi piace chi rispetta le regole.»
Entrate. Lo studio è in penombra, illuminato solo dalle lampade di design che creano coni di luce teatrale. Franco chiude la porta alle vostre spalle e senti il rumore metallico della mandata che scatta. Il "clic" della serratura fa sussultare Miky. «Accomodatevi,» ordina il medico, facendo strada verso lo studio interno. Mentre lei cammina davanti a lui, Franco non nasconde il suo interesse: osserva il modo in cui i leggings sottolineano ogni minimo movimento del sedere di Miky. Si accorge subito che qualcosa manca; non ci sono i segni delle cuciture, non c'è l'elastico che interrompe la curva perfetta delle sue natiche.
Franco si ferma vicino alla scrivania e incrocia le braccia. «Miky, ti avevo chiesto di facilitare l'esame. Vedo che hai preso alla lettera il mio consiglio sulla trasparenza... ma credo che tu abbia fatto anche di più.»
Si avvicina a lei, arrivando a un soffio dal suo viso. Miky abbassa lo sguardo, il petto che sale e scende vorticosamente sotto la seta nera. Franco allunga una mano e, con una lentezza esasperante, afferra il bordo della camicetta, tirandolo leggermente verso l'alto per tendere il tessuto.
«Marco, guarda qui,» dice Franco rivolgendosi a te, mentre con l'altra mano sfiora il fianco di tua moglie, proprio dove il leggings preme sulla pelle nuda. «Tua moglie è stata molto ubbidiente oggi. Sbaglio, o ha deciso di risparmiarmi il disturbo di sfilare la biancheria?»
Miky chiude gli occhi, un rossore violento le divampa sul collo. Franco scivola con la mano verso il retro, premendo il palmo sulla sommità del sedere di lei. Sotto la pressione della mano del medico, il tessuto del leggings rivela la verità: non c'è alcun ostacolo tra la sua mano e il corpo di tua moglie.
«È così, Miky?» incalza Franco con voce roca, mentre la sua mano inizia a massaggiare con forza quella zona proibita. «Sei venuta qui sapendo che ti avrei toccata subito?»
Miky emette un piccolo suono strozzato e cerca il tuo sguardo, Marco. È il momento in cui la sua confusione si trasforma in capitolazione. Miky solleva lo sguardo incontrando quello di Franco, poi lo sposta velocemente su di te, cercando un appiglio che non trova. Le sue labbra tremano mentre pronuncia quella singola parola, un sussurro che sembra riempire l'intero studio silenzioso.
«Sì...» mormora, e un istante dopo china il capo, lasciando che i capelli castani le nascondano parzialmente il viso. «Sapevo che sarebbe successo. Sapevo cosa volevi... e mi vergogno da morire per essere venuta qui così.» Franco emette una breve risata secca, carica di un’autorità che non ammette repliche. Non si allontana, anzi, stringe la presa sulla sommità del suo sedere, sentendo la compattezza dei muscoli di Miky che si tendono sotto i leggings. «La vergogna è un ottimo fertilizzante per il desiderio, non trovi Marco?» dice il medico rivolgendosi a te, senza mai smettere di fissare lei. «Miky, la tua vergogna mi dice che sei perfettamente consapevole del potere che il mio sguardo e le mie mani hanno su di te. Ma la tua ubbidienza... quella mi dice che, nonostante tutto, non vedi l'ora di ricominciare da dove abbiamo interrotto.»
Franco fa un passo laterale e le si posiziona dietro. Le sue mani ora scendono lungo i fianchi, disegnando con i palmi la curva delle cosce fasciate dal tessuto nero e lucido. Si china verso il suo orecchio, sfiorando con le labbra il lobo. «Sei venuta qui senza nulla sotto, pronta per essere visitata in ogni centimetro. Quindi ora fammi vedere quanto sei ubbidiente. Marco, aiutala. Voglio che la camicetta sparisca, ma voglio che i leggings restino esattamente dove sono, a torturare la sua pelle e la mia vista ancora per un po'.»
Miky resta immobile, il petto che sobbalza contro il pizzo nero del reggiseno, mentre le tue mani si avvicinano ai piccoli bottoni della camicetta. Senti il calore che emana il suo corpo e l'elettricità che vibra tra voi tre. Franco allunga le mani da dietro e le circonda la vita, infilando le dita proprio sotto l'elastico dei leggings, lì dove la pelle nuda di Miky incontra finalmente il mondo esterno.
«Aprila, Marco,» ordina Franco a bassa voce. «Voglio vedere se il reggiseno che ha scelto è all'altezza del resto.» Mentre le tue dita iniziano a sbottonare lentamente, Miky chiude gli occhi e si abbandona contro il petto del medico, lasciando che il gioco abbia inizio.
Mentre la camicetta nera scivola via dalle spalle di Miky, rivelando la schiena nuda e il pizzo del reggiseno che sembra quasi pulsare sulla sua pelle ambrata, Franco decide di spezzare l'ultima barriera del suo autocontrollo. La sua bocca abbandona il lobo dell'orecchio per scendere con una lentezza tormentosa lungo la linea del collo. Senti il rumore umido della sua lingua che disegna una scia lucida sulla pelle di tua moglie, risalendo poi verso lo zigomo. Miky inarca la schiena, il petto che sobbalza violentemente tra le tue mani che hanno appena finito di svestirla. Franco le afferra il mento con due dita, costringendola a girare il viso di lato. Le loro labbra sono a un millimetro di distanza, il respiro dell’uno che entra nella bocca dell’altra.
«Guarda come trema, Marco...» sussurra Franco, senza staccare gli occhi da quelli di lei, che ora sono velati e lucidi. «Sente il sapore di quello che sta per succedere. Miky, vuoi che ti baci? Vuoi sentire quanto sono diverse le mie labbra da quelle di tuo marito mentre lui ti guarda?»
Miky emette un gemito strozzato, le sue dita artigliano le tue braccia in cerca di un appoggio. «Io... io non dovrei...» mormora, ma il modo in cui spinge il bacino all'indietro contro il corpo di Franco, facendo aderire i leggings neri alla sua figura, dice l’esatto contrario.
Franco non la bacia subito. Invece, inizia a leccarle le labbra con una punta di malizia, assaggiando il suo rossetto e la sua eccitazione. Poi, con un movimento fluido, sposta le mani dai fianchi verso l'alto. Le sue dita guantate di lattice nero — che ha indossato nel frattempo con uno schiocco secco — iniziano a scivolare sotto il bordo superiore delle coppe del reggiseno di pizzo.
«Marco, guarda la reazione dei suoi seni,» ordina Franco con voce roca. «Il pizzo è diventato improvvisamente troppo stretto, non trovi? Il cuore le batte così forte che sembra voler uscire dal petto.»
Franco infila i pollici sotto il pizzo, proprio sopra i capezzoli che sono già visibili e tesi attraverso la trama trasparente. Inizia a premerli con un ritmo circolare, mentre continua a morderle dolcemente il labbro inferiore.
Miky lancia un grido soffocato, la testa che ricade sulla spalla del dottore. È completamente in balia di voi due. Tu sei lì di fronte, con la sua camicetta tra le mani, e vedi il contrasto brutale tra la tua donna, la tua "brava moglie", e quella figura sensuale e ubbidiente che sta letteralmente implorando il contatto con un altro uomo.
Franco solleva lo sguardo su di te, con una sfida bruciante negli occhi: «Marco, credo che i leggings siano diventati un ostacolo inutile. Sento che lei è già completamente bagnata lì sotto, e il tessuto sintetico sta solo soffocando il suo desiderio. Che dici... glieli sfiliamo insieme o vuoi che sia io a strapparglieli di dosso?»
Miky scuote la testa, gli occhi lucidi per un improvviso senso di colpa che cerca di farsi strada tra i brividi. «No, aspetta... è troppo, non ce la faccio...» mormora, cercando di stringere le gambe e coprirsi il petto con le braccia. Franco non si scompone. Sorride con quella calma autoritaria che la disarma ogni volta. Le posa una mano calda sulla nuca, accarezzandole i capelli con una dolcezza che però nasconde una fermezza assoluta.
«Shh, Miky... rilassati. Non faremo nulla che tu non voglia,» sussurra lui con voce suadente. «Facciamo così: tieni pure i leggings. Non li togliamo. Però ho bisogno che tu ti stenda sul lettino, a pancia in giù. Hai i muscoli della schiena e dei lombi così tesi che potresti farti male. Ti farò un massaggio distensivo, niente di più. Marco, aiutala a sdraiarsi.» Miky ti guarda, cercando nei tuoi occhi verdi una conferma. Tu le prendi le mani, guidandola verso il lettino ginecologico che ora è in posizione orizzontale. Lei esegue con movimenti lenti, quasi ipnotizzati. Quando si sdraia a pancia in giù, l'effetto è devastante: i leggings neri e lucidi si tendono all'inverosimile sulla curva perfetta del suo sedere, disegnando ogni minimo dettaglio di quella sodezza che Franco ha già imparato ad apprezzare. Essendo a torso nudo, il suo seno schiacciato contro il materassino del lettino si allarga leggermente ai lati, e la schiena nuda e inarcata crea una linea sinuosa che termina proprio dove il pizzo del reggiseno si allaccia dietro. Franco si posiziona al suo fianco. Versa un po' d'olio riscaldato sulle mani guantate — il suono del lattice che sfrega è l'unica cosa che si sente nello studio. Inizia a massaggiare le spalle di Miky, ma le sue mani, quasi "distrattamente", scendono subito lungo la spina dorsale.
«Vedi Marco?» mormora Franco, mentre i suoi pollici premono con forza ai lati delle vertebre lombari, proprio sopra il bordo dei leggings. «La tensione qui è altissima. Miky, devi abbandonarti...»
Mentre parla, Franco afferra il bordo dell'elastico dei leggings neri e, con un movimento deciso ma fluido, lo abbassa di qualche centimetro, scoprendo la pelle liscissima delle reni e l'inizio della curva dei glutei. Miky emette un sussulto, ma il calore dell'olio e la forza delle mani del medico la tengono inchiodata al lettino.
«Guarda che pelle, Marco,» commenta Franco, mentre le sue mani ora scivolano decisamente più in basso, infilandosi sotto il tessuto nero che preme contro la carne nuda. «È così compatta che le mie dita quasi non riescono ad affondare. Sento che sotto questo tessuto sta succedendo qualcosa... la pelle scotta.»
Franco si china su di lei, il suo viso è a pochi centimetri dal sedere di tua moglie. «Miky, ho bisogno di decontrarre i muscoli piriformi... sono proprio qui sotto,» dice, e con una mano inizia a manipolare con una pressione profonda e ritmica proprio il centro della natica destra, attraverso il tessuto lucido.
Miky affonda il viso nelle braccia incrociate, un gemito soffocato che sembra un lamento di piacere le scappa dalle labbra. Il suo bacino ha un sussulto involontario, premendo contro il lettino, mentre tu vedi le dita di Franco sparire quasi del tutto sotto il bordo dei leggings neri che continuano a scendere.
Franco non aspetta un secondo di più. Le sue mani, lucide di olio e rivestite dal lattice nero, si posano con una decisione che non ammette repliche sulla parte alta delle cosce di tua moglie.
«Miky, solleva il bacino... ora,» ordina con quella voce bassa che la fa vibrare.
Lei esegue, quasi in trance, puntando i gomiti sul lettino. Franco afferra i bordi dei leggings neri e, con uno strattone fluido e potente, li sfila facendoli scivolare giù, fin sotto le ginocchia. La visione che si para davanti ai vostri occhi è mistica. Il culo di Miky esplode alla luce della lampada alogena: due colline di carne soda, ambrata e liscissima, senza un solo segno di biancheria a interrompere quella perfezione.
«Mio Dio, Marco... guarda qui,» mormora Franco, restando per un istante a mani sospese, come rapito. «Sapevo che era bello, ma nudo è un’opera d’arte.»
Senza perdere tempo, versa un’altra generosa dose di olio proprio tra le chiappe di Miky. Il liquido dorato scivola lentamente lungo il solco, arrivando fino alla zona perianale così curata. Franco inizia a massaggiare con palmi aperti, compiendo ampi movimenti circolari che fanno sobbalzare tutta la carne di tua moglie.
Miky affonda la faccia nel lenzuolino di carta, emettendo un gemito profondo, viscerale. «Oh Dio... Marco...»
«Senti come sono tese queste chiappe, Marco?» commenta Franco, mentre con le dita affonda con forza nella carne, sollevandola e impastandola come se volesse modellarla. «È un ammasso di muscoli e nervi pronti a esplodere.» All'improvviso, Franco cambia ritmo. Con un movimento fulmineo, molla uno schiaffo secco sulla chiappa destra. Il rumore del lattice che colpisce la pelle oliata risuona nello studio come una frustata. La carne di Miky vibra per lunghi secondi e l'impronta della mano del medico inizia a colorarsi di un rosso acceso sul bianco dell'olio. Miky lancia un grido, inarcando la schiena in un riflesso improvviso. «Franco! Cosa...»
«Rilassati, Miky! È solo per riattivare la circolazione profonda,» ribatte lui con un sorriso sornione, mentre già colpisce l'altra chiappa con la stessa intensità.
Tu sei lì, a pochi centimetri, e vedi il culo di tua moglie diventare rosso, lucido e fremente sotto i colpi e le carezze di quest'uomo. Franco si volta verso di te, gli occhi che brillano di una luce predatoria.
«Marco, vieni qui. Prendila per i capelli e sollevale la testa. Voglio che si guardi nello specchio laterale. Voglio che veda cosa le sto facendo mentre tu la tieni ferma.»
Tu afferri la chioma castana di Miky, tirandola dolcemente all'indietro per costringerla a guardare la sua immagine riflessa: lei, la "brava moglie", con il culo nudo, oliato e arrossato, manipolato senza sosta dalle mani di un estraneo davanti a suo marito. Le tue parole le arrivano all'orecchio come un soffio caldo, ma fermo: «Stai ferma, Miky... rilassati. Ci sono qui io, guarda cosa ti sta facendo Franco... è quello che volevi, no?».
Miky emette un gemito che è quasi un pianto, ma le sue chiappe, lucide di olio sotto la luce spietata della lampada, si aprono leggermente assecondando la tua presa sui capelli. Franco non aspetta un secondo di più. Con la mano destra tiene aperta la chiappa sinistra, mentre con il medio della sinistra, saturo di olio e avvolto nel lattice nero, inizia a descrivere dei piccoli cerchi concentrici proprio sopra il suo "fiorellino".
Il contrasto cromatico è brutale: il nero lucido del guanto di Franco contro il rosa delicato e l'abbronzatura di Miky. Il dito scivola sulla pelle liscissima, sfiorando ripetutamente l'anellino di muscoli che vedi contrarsi per il riflesso e la tensione. «Vedi Marco? È come una rosa che cerca di chiudersi, ma è troppo bagnata di olio per riuscirci,» mormora Franco con voce roca. «Miky, respira... lascia che il mio dito trovi la strada. È solo un controllo della tonicità profonda.» Con una spinta lenta e calcolata, il dito medio di Franco inizia ad affondare nel buchetto di tua moglie. Miky inarca la schiena in modo violento, le dita delle mani che artigliano il bordo del lettino fino a farsi bianche. Un grido acuto le scappa dalle labbra mentre sente quella pressione estranea forzare la sua intimità più segreta proprio davanti a te.
«Dio... Marco! Mi fa... mi fa sentire una...» non riesce a finire la frase, perché Franco spinge ancora di un centimetro, facendo penetrare il dito guantato fino alla seconda falange.
«Ti fa sentire come sei veramente in questo momento, Miky,» interviene Franco, iniziando a muovere il dito dentro di lei con un ritmo lento, quasi esplorativo. «Una donna che sta offrendo ogni suo segreto al suo medico sotto gli occhi del marito. Senti come mi stringi? Sei così stretta che il lattice sembra quasi voler scoppiare.»
Franco solleva lo sguardo su di te, Marco. Ha il fiato corto. Con la mano libera afferra di nuovo il sedere di Miky, dandole una strizzata così forte che le dita affondano nella carne. «Marco, senti qui... senti quanto scotta. Non è più solo un massaggio. Ora voglio che lei senta tutta la mia autorità. Voglio che tu le tenga ferme le mani dietro la schiena, perché adesso userò anche l'altra mano per aprirla completamente.»
Tu esegui subito. Molli la presa sui capelli e le afferri i polsi, bloccandoli sopra il suo sedere rosso e oliato. Miky è ora completamente inerme, con il petto schiacciato sul lettino e il culo offerto a Franco, con quel dito nero che continua a violarla ritmicamente. Franco si posiziona proprio dietro di lei, le sue ginocchia che premono contro le cosce di Miky. Con entrambe le mani inizia a divaricare le chiappe con una forza tale che vedi chiaramente tutto: il buchetto che accoglie il suo dito e, poco più avanti, la sua fica che inizia a inumidirsi, pronta per il resto della "visita". Franco non aspetta un secondo di più. Sfrutta l'abbondanza di olio che ricopre il sedere di Miky per far scivolare le dita con una fluidità quasi felina. Mentre il medio continua a penetrare il buchetto con una spinta ritmica e profonda, il pollice della stessa mano si sposta in avanti, premendo contro la fessura della figa che ormai ha inondato di bagnato il lenzuolino di carta del lettino.
Con un movimento deciso, Franco affonda il pollice dentro di lei. Miky lancia un urlo che questa volta non riesce a soffocare; la doppia penetrazione, in due punti così vicini e così sensibili, la scuote come una scarica elettrica. Il suo bacino sussulta, le chiappe rosse e lucide si contraggono attorno alla mano del medico che ora la possiede quasi interamente. «Guarda, Marco! Guarda come beve le mie dita!» esclama Franco, e la sua voce è un ruggito di trionfo. «Il suo corpo non mente: è bagnata da far schifo. Mentre il mio medio esplora la sua tonicità posteriore, il mio pollice sta affogando nel calore della sua fica.»
Franco inizia a muovere le due dita in modo asincrono: il medio entra ed esce dal buchetto con colpetti secchi, mentre il pollice ruota all'interno della figa, premendo contro la parete anteriore. Miky è in preda a un delirio sensoriale. Con le mani bloccate da te sopra le sue reni, non può fare altro che subire e godere di quella violazione autoritaria. «Marco... ti prego... fai qualcosa...» rantola lei, con la bava alla bocca e gli occhi che ruotano all'indietro. «Mi sta... mi sta aprendo tutta...»
Tu senti la sua pelle bollente sotto le tue mani che stringono i suoi polsi. Vedi la mano di Franco sparire quasi del tutto tra le sue carni, il lattice nero che brilla sotto la lampada, bagnato dai succhi di tua moglie e dall'olio.
Franco si sporge ancora di più su di lei, premendo il suo petto contro la schiena nuda di Miky. «Vedi come si inarca, Marco? Sta cercando di spingere ancora di più contro di me. Non è più una visita, è una resa totale.»
All'improvviso, Franco ritira le dita con uno schiocco umido che riecheggia nella stanza. Miky emette un lamento di vuoto, il suo sedere che rimane aperto per un istante prima di richiudersi lentamente. Franco si sfila i guanti, li getta nel cestino e si slaccia rapidamente i pantaloni, liberando la sua virilità che punta dritta verso il viso di lei. «Ora basta giocare con le dita, Marco,» dice Franco con uno sguardo che brucia. «Voglio che senta la differenza tra un controllo medico e il possesso di un uomo che l'ha appena studiata centimetro per centimetro. Gira tua moglie, Marco. Mettila a pancia in su e tienile le gambe spalancate sulle staffe. È ora che Miky riceva la sua medicina definitiva.» Afferri Michela per i fianchi e la giri con una manovra quasi brusca, assecondando la tua eccitazione che ti rende i movimenti rigidi, quasi elettrici. Lei si lascia manovrare come una bambola di carne, con la schiena che scivola sull'olio rimasto sul lettino. Quando si ritrova a pancia in su, la visione è da togliere il fiato: il suo petto sale e scende con colpi brevi e convulsi, i seni sono arrossati e i capezzoli, ancora bagnati dalla saliva di prima, sembrano gemme scure sotto la luce.
Le sue gambe cadono pesanti sulle staffe metalliche, aprendosi in una "V" totale che non lascia più spazio a nessun mistero. La sua figa è un fiore di carne rosata, gonfio e lucido di un bagnato che le cola lungo le cosce, mescolandosi all'olio che dal culo è colato ovunque. Franco si posiziona davanti a lei, in piedi, imponente. La sua virilità è lì, a un passo dal viso di Miky, che lo guarda con gli occhi sbarrati, in preda a una lussuria che l'ha svuotata di ogni forza di volontà. «Guarda come mi accoglie, Marco...» sussurra Franco, afferrandosi la base e strofinando la punta contro le grandi labbra di tua moglie, senza entrare, solo per sentire quanto scotta. «È una voragine di calore. Senti il rumore, Marco? Senti come "cioccia" solo a sfiorarla?»
Miky emette un lamento prolungato, le mani che cercano disperatamente le tue che tengono le staffe. «Marco... guardami... guarda cosa mi fa...» Franco decide che l'attesa è finita. Con una mano le divarica ulteriormente la carne e, con una spinta secca e profonda, entra in lei fino in fondo. Il rumore dell'impatto tra il suo bacino e quello di Miky è un colpo sordo che ti arriva dritto allo stomaco. Lei lancia un grido acuto, la testa che sbatte all'indietro sul materassino, mentre le sue gambe si serrano istintivamente attorno alla vita del dottore. «Dio! È.…è enorme... Marco!» urla lei, mentre Franco inizia a pompare con un ritmo brutale, quasi rabbioso, facendola sussultare a ogni colpo. Franco ti guarda, il viso trasfigurato dallo sforzo e dal piacere. «Vieni qui, Marco! Non stare lì impalato! Mettile le mani sul collo, schiacciala contro il lettino mentre io la sfondo! Voglio che senta tutto il peso della nostra decisione!» Tu ti avventi su di lei, le mani che stringono le sue spalle e il collo, sentendo i suoi tendini tesi come corde di violino. Sei lì, a pochi centimetri dal punto in cui Franco entra ed esce da tua moglie con una foga che non avevi mai visto.
Le suppliche di Miky sono un soffio caldo e disperato che ti colpisce in pieno viso, mentre il rumore dei colpi di Franco che la sfonda ritmicamente fa da sottofondo ossessivo.
«Marco... ti prego... tiralo fuori... mettimelo in bocca!» rantola lei, con le labbra lucide e gli occhi che cercano i tuoi in una richiesta di perdono e di complicità assoluta. «Voglio sentire anche te... voglio che mi possediate insieme... così non sarò più sola con lui...» Non te lo fai ripetere. Con le mani che tremano per l'adrenalina, ti sbottoni i jeans e liberi la tua eccitazione, che scatta verso l'alto, tesa e pulsante. Ti inclini su di lei, mentre Franco continua a pompare tra le sue gambe con una foga animalesca che fa scricchiolare la struttura metallica del lettino. Miky non aspetta nemmeno che tu ti avvicini del tutto. Allunga le mani, afferra il tuo cazzo con una forza che non le conoscevi e lo guida verso la sua bocca spalancata. Quando la tua punta tocca la sua lingua calda, lei emette un mugolio di puro sollievo, avvolgendoti con una voracità che ti mozza il fiato.
Vedere tua moglie con il cazzo di Franco che entra ed esce con violenza dalla sua figa bagnatissima, mentre lei onora il tuo con la bocca, è l'immagine più potente e perversa che tu abbia mai vissuto. Franco, sentendo il cambio di ritmo e vedendo la scena dall'alto, accelera ancora di più, afferrando i fianchi di Miky e lasciando impronte rosse sulla sua pelle oliata. «Visto Marco?» ruggisce Franco, con il fiato corto e le vene del collo che sembrano voler esplodere. «Vedi come si prende cura di entrambi? È una cagna nata per questo! Senti come stringe la figa mentre ti succhia? Sta cercando di rubarci tutto il piacere!»
Miky accelera il movimento della testa, i suoi occhi marroni sono fissi nei tuoi mentre ti "mangia" con una dedizione totale. Senti il calore della sua bocca e contemporaneamente vedi il suo bacino che sbatte furiosamente contro quello del dottore. L'odore di sesso, olio e sudore nello studio è ormai insopportabile, eccitante al punto da farti girare la testa. Franco morde un labbro, il suo ritmo diventa frenetico, quasi fuori controllo. «Ci siamo... Marco... la sto per riempire! Tenila ferma, non farla muovere!»
Tu le afferri i capelli con una mano, guidando il ritmo della sua bocca su di te, mentre con l'altra le schiacci una spalla contro il lettino. Senti che anche per te il punto di non ritorno è a un soffio.
L'aria nello studio è diventata densa, quasi solida, satura dell'odore acre del sesso e dell'olio. Miky ha gli occhi sbarrati, iniettati di sangue per lo sforzo e il piacere, mentre le sue mani artigliano i tuoi avambracci per non perdere il ritmo. Senti che Franco, tra le sue gambe, è arrivato al limite: i suoi colpi sono diventati brevi, rabbiosi, ogni impatto della sua carne contro quella di tua moglie produce un suono umido che ti scuote le viscere. «Ci siamo... Marco! La inondo! Guardala!» urla Franco con un ruggito primordiale.
Con un ultimo, violentissimo affondo, il dottore si blocca contro di lei, premendo il bacino con tutta la sua forza contro la figa spalancata di Miky. Vedi le vene del suo collo gonfiarsi mentre scarica tutto il suo seme dentro di lei. Miky lancia un grido acuto, un lamento di puro stordimento, mentre sente il calore di Franco riempirla completamente, fin nel profondo. Proprio in quell'istante, senti che anche per te la diga sta per cedere. Le afferri i capelli con una mano, costringendola a spalancare ancora di più la bocca, e con una spinta decisa le inondi la gola. Miky non si ritrae, anzi, chiude gli occhi e accoglie il tuo getto con una dedizione che ti toglie il respiro. Vedi la sua gola muoversi ritmicamente mentre deglutisce ogni singola goccia, con una voracità che non le avevi mai visto. Non ne perde neanche una goccia, le sue labbra sono sigillate attorno a te, onorando il tuo piacere mentre Franco, sospirando pesantemente, si accascia sul suo petto.
Rimanete così per lunghi secondi, in un silenzio rotto solo dai vostri respiri affannosi. Miky giace sul lettino, le gambe ancora sulle staffe, lucida di sudore, olio e dei vostri umori. È l'immagine stessa della resa totale.
Franco si solleva lentamente, pulendosi la bocca con il dorso della mano. Ti guarda, Marco, e poi guarda lei, con un sorriso carico di un’autorità ormai definitiva. «Ottimo lavoro, Marco. Direi che la "terapia" sta dando i frutti sperati,» mormora lui mentre si ricompone con una calma glaciale. Poi si china su Miky, che lo guarda ancora intontita, e le sussurra: «Per oggi abbiamo finito, ma giovedì prossimo voglio che arrivi qui ancora più preparata. Marco, portala a casa. Ha bisogno di riposare... ha molto su cui riflettere fino alla prossima visita.»
Miky si scosta una ciocca di capelli bagnati dal viso, cercando i tuoi occhi. È sfinita, ma vedi in lei una luce nuova, una consapevolezza che la spaventa e la eccita allo stesso tempo.
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