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VerbaErotika
༺VerbaErotika༻ 34 33  y.o.
Couple
Salerno, Italy
Last visit: 2 hours ago
Miscellaneous First time
  • big dick
  • big tits
  • bitch

Trentino tremolante 🐽

Questa storia è liberamente ispirata a un’esperienza reale che un utente ha condiviso con noi. Ha chiesto lei stessa di trasformarla in un racconto erotico.


 


Vittoria e Giovanni vivevano in un vecchio maso ristrutturato sulle colline sopra Trento. Lui lavorava come ingegnere in una ditta li vicino. lei aveva fatto la mamma a tempo pieno per i loro due figli, ormai già grandicelli. Dopo anni di routine, Vittoria aveva deciso di riprendersi il suo corpo: sei mesi di palestra dura, dieta ferrea, e finalmente si sentiva di nuovo desiderabile.


Quella sera di fine estate il Trentino era ancora caldo. I bambini erano dai nonni per il fine settimana. La casa era silenziosa, illuminata solo dalle luci soffuse della camera da letto che dava sulla valle.


Vittoria era sdraiata sul letto in reggiseno di pizzo nero e perizoma, i capelli castani sparsi sul cuscino. Giovanni entrò dalla porta del bagno con un sorrisetto strano. Si baciarono con fame, lingue che si intrecciavano, mani che già esploravano. Quando lei gli infilò la mano dentro i boxer rimase di sasso.


«Cazzo… ma cos’è questo?» sussurrò con voce tremante.


Il cazzo di Giovanni sembrava enorme. Le sue dita non riuscivano più a chiudersi intorno. Lui le aveva messo uno sleeve spesso e lungo, di silicone morbido ma rigido, che trasformava il suo membro già rispettabile in una verga grossa e venosa, quasi oscena.


«Fidati di me, amore» mormorò lui baciandole il collo. «Voglio farti sentire cose che non hai mai provato.»


Vittoria aveva il cuore a mille. Era sempre stata vanilla: niente giocattoli, niente masturbazione, solo sesso “normale” per dieci anni di matrimonio. Ma quella sera qualcosa dentro di lei si ruppe.


Giovanni le aprì le gambe, si inginocchiò e iniziò a leccarla con voracità. Lingua sul clitoride, due dita dentro, poi tre. La stava preparando. Vittoria ansimava, stringeva le lenzuola, guardava quel mostro di silicone che oscillava tra le gambe del marito.


«Ti prego… mettimelo dentro» implorò.


Giovanni si posizionò. La punta grossa premette contro la sua figa già fradicia. Spinse piano. Vittoria spalancò gli occhi e la bocca in un gemito strozzato mentre sentiva le pareti dilatarsi come mai prima. Centimetro dopo centimetro, quel cazzo finto-gigante la apriva, toccava punti che non sapeva esistessero. Quando fu completamente dentro, lei tremava già sull’orlo dell’orgasmo.


«Scopami» ordinò con voce roca.


Giovanni iniziò a muoversi. Prima lento e profondo, poi sempre più forte. I colpi diventarono violenti, il suono bagnato della figa di Vittoria riempiva la stanza insieme ai suoi gemiti sempre più acuti. Venne la prima volta dopo pochi minuti, contraendosi violentemente intorno a quel grosso intruso. Giovanni non si fermò. La girò a pecorina, le afferrò i fianchi e la martellò da dietro, le palle che sbattevano contro il clitoride.


«Sei la mia troia stasera» ringhiò, e Vittoria, invece di scandalizzarsi, si eccitò ancora di più.


Venne una seconda volta, urlando, con la faccia premuta sul cuscino. Le lenzuola erano già bagnate del suo squirt. Vennero forte entrambi in una vibrazione di umori e odori. E rimasero li ad abbracciarsi e farsi le coccole finché non si addormentarono.


La mattina dopo


Vittoria si svegliò con la figa ancora pulsante e sensibile. Giovanni era già in cucina a preparare il caffè. Lei scese con solo una maglietta lunga, si avvicinò da dietro e gli infilò la mano nei pantaloni della tuta.


«Ancora?» rise lui.


«Ancora» rispose lei, già bagnata.


Lo spinse sul divano del soggiorno, gli abbassò i pantaloni e prese in bocca quel cazzone. Non era abituata, ma la voglia era troppa. Lo succhiò con fame, saliva che colava, cercando di prenderne più che poteva in gola. Giovanni le teneva la testa e spingeva piano.


Poi indosso di nuovo lo sleeve e la fece sedere sopra di lui. Vittoria scese lentamente su quella grossa asta, gemendo a ogni centimetro. Quando fu tutta dentro iniziò a cavalcarlo con forza, le tette che rimbalzavano, le mani di lui che le strizzavano il culo. La luce del mattino entrava dalla finestra, illuminando il suo viso arrossato dal piacere.


Venne di nuovo, bagnandogli il ventre e le cosce.


Nel pomeriggio la portò in camera, la legò dolcemente i polsi alla testiera del letto con la cintura dell’accappatoio e la scopò di nuovo in missionaria. Questa volta le mise anche un piccolo vibratore sul clitoride. Vittoria urlò, pianse di piacere, venne così forte che per qualche secondo perse quasi i sensi.


La sera, prima di andare a riprendere i bambini, Giovanni la prese un’ultima volta contro il muro della doccia. Acqua calda, sapone, il suo corpo premuto contro le piastrelle mentre lui la penetrava da dietro con quel grosso sleeve, una mano a strofinarle il clitoride.


«Voglio che diventi la mia zoccola personale» le sussurrò all’orecchio mentre lei veniva per l’ennesima volta.


Vittoria, con la voce rotta, rispose solo: «Sì… sono tua.»


Da quel giorno, Vittoria non fu più la stessa. Pensava al sesso continuamente. In macchina, al supermercato, mentre cucinava. Sognava il cazzo grosso di suo marito, sognava di essere presa in modi sempre più spinti. E Giovanni era più che felice di accontentarla.


 


 


Grazie per la lettura nomi e posti sono inventati per privacy spero di avervi reso felici e bagnati 😈

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