Come un morbo voluttuoso, tu mi infesti. Non sei tocco, sei invasione. Non sei desiderio, sei eresia. Ti insinui come un sussurro sacrilego, e io non resisto: mi offro. Non cado, mi consacro. La tua presenza è un sacramento profano, e io sono l’altare che implora l’oltraggio.
Ogni tuo respiro è un sortilegio che mi disgrega. Ogni tuo sguardo è una lama che mi incide. Eppure non fuggo. Ti invoco. Ti voglio come si vuole la febbre che consuma, il delirio che annienta. Spezzami. Dissolvi la mia compostezza. Frantuma le mie difese come vetro sotto il peso della tua fame.
Fammi tua, ma non con grazia—con brama. Con l’urgenza di chi non cerca piacere, ma dominio. Portami là dove il controllo si dissolve come nebbia al sole, dove rimane solo carne e comando, dove la voce si spezza e il silenzio diventa imperio. Dove il mio tacere ti seduce più del mio corpo.
Ti piace vedermi cedere? Attento. Ogni mia resa è un inganno, una trappola che tu stesso hai scelto. Io non sono preda: sono predatrice travestita da abbandono. E sotto di me non c’è terra. C’è solo un abisso che ti desidera quanto tu desideri me.
Mi nutro dei tuoi abissi. Ogni mia resa è veleno che ti scorre nelle vene. Ogni mio sguardo trattenuto è un morso invisibile. Tu credi di possedermi, ma sei già mio. Sei il mio rito, il mio esperimento, il mio sacrificio.
E mentre pensi di toccarmi, io ti sto già spezzando con il silenzio. Ti farò dimenticare il sapore della quiete. Ti farò credere che sia amore… ma sarà un rituale. Uno in cui il tuo cuore batte solo perché il mio volere lo consente.
Sussurrami ancora. Fammi tua dannazione. Io sono il vizio antico, la fiamma che non consuma—che prolunga l’agonia del desiderio. E tu… sei cenere felice. Sei il residuo di un incendio che non vuole estinguersi.
Ti farò mio non con carezze, ma con assenza. Ti dominerò non con parole, ma con attese. Ogni mio silenzio sarà un comando. Ogni mio passo indietro, una strategia. Ti farò mendicare il mio sguardo, e quando lo avrai, sarà troppo.
Ti farò vibrare nel limbo tra estasi e tormento. Ti farò credere di essere il carnefice, mentre sarai il martire. E quando penserai di avermi, scoprirai che sei tu ad essere stato scelto. Non per amore. Per adorazione.
- Silver Rea -
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