Suggo nettare e sapore si scioglie
nella gola avida di voglie,
mescolo il dolce col salato,
saliva con umore,
ritmo avanza nell'affamata bocca,
di quel frutto che turgido si tende
nella lunghezza come spada
nella larghezza come mazza.
Lo ingoio tutto e me lo lecco
con foga e tenerezza,
padrona e schiava mi rimetto
nel servigio che mi delizia
fino a sentir caldo succo,
sulla lingua, sulle labbra,
mi inondo e mi inebrio
di questo dono di letizia.
Frutto che delizia
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12 anni fa
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