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Inquietante emozione infantile..



Mi trovavo per caso in un negozio di elettrodomestici,
per acquistare una grattugia elettrica,quando,presso il bancone di
servizio dove gli operatori informano o confezionano merci,
si avvicino' una donna raffinatissima,che ,con atteggiamento deciso e
nel contempo educato, fece richiesta di uno scaldino elettrico personale
(di quelli da viaggio, e ricaricabili) per alleviare il freddo alle sue
estremita',soggette a tale tormento specie nel periodo invernale. In
quel preciso istante,il mio cuore comincio' ad accellerare il suo battito e
la mia mente un p0' confusa ed eccitata,si riporto' indietro negli anni
della mia tenera infanzia, poiche' la sua richiesta con quel tono, quel

timbro di voce, quella espressione,fece esplodere con irruenza e lucida
trasparernza, il ricordo della mia maestra di elementari. Il mio primo
ideale di donna.....lei la divina insegnante che...regnava nella mia
anima,senza che lei ne fosse consaplevole. La mia maestra era una
donna forte ed autoritaria, e, nei primi anni 60,vigeva ancora in talune
scuole, come la mia, una disciplina ferrea,fatta di punizioni,tirate di
orecchie,ceffoni,e umiliazioni psicologiche per quei bambini negligenti che
marinavano o studiavano molto poco. Lei era motlo severa,ma ricordo
ancora i suoi splendidi occhi,erano di un colore azurro con sfumature
verdi che catalizzavano e fascinavano il mio sguardo. Quando ogni
mattino, la segui vamo in classe,in rigorosa fila per due, il mio sguardo
gia' cadeva sulle sue
scarpe con tacco a spillo che picchiettava nei corridoi,ed il loro eco si
avvertiva per tutta l’estensione di quei maestosi,austeri,percorsi che ci
conducevano in classe. Io sedevo in prima fila, e da quel punto ero in
grado di poter osservare le sue movenze, in ogni minimo particolare.Le
sue gambe erano sempre accavallate,e le sue scarpe quasi sempre
nere, con tacco da 7 cm aguzzo come un pugnale,dondolavano davanti ai
miei occhi come due gioielli esposti in una vetrina di preziosi. Ricordo
quelle fredde giornate invernali ,in cui ella non si disabbigliava del
soprabito, e spesso manifestava ,segni di insofferenza, per freddo che
avvertiva alle sue estremita’. Venne Natale,ed era d’uopo ,nella
ricorrenza, manifestare la nostra riconoscenza e dedizione alla nostra
insegnante per il suo impegno scolastico ,con doni che venivano riposi
sulla cattedra,ricevendo ogn’uno di noi un affettuso bacio ed abbraccio.
quel momento era imnportante,per me, lo anelavo come l’aria che
respiravo .Era IL 1968,ed il mio regalo fu proprio lo scaldino
elettrico.Quell’oggetto sferico e caldo che avrebbe accolto con calore i
suoi piedini gelidi , un nido per le sue colombine anelanti di protezione.
Non scordero’ mai quel bacio,il suo sorriso che dall’alto della sua
presenza intui’ la mia profonda adorazione per lei....e da quel
giorno,quell’oggetto era sempre li’ a terra pronto a scaldare quei piedini
marmorei,sinuosi,arroganti e nel contempo teneri e fragili,Ogni giorno il
mio cuoricino palpitava nella visione di tanta grazia e mentre quel calore
artificiale ,riscaldava le sue estremita’, un calore autentico, si diffondeva
in tutto il mio corpo,fino a far ribollire la mia anima!

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