Un grosso quaderno nero, di quelli usati per tenere i conti del latte da cagliare, giunge tra le mani di Mauro Corona. Porta in calce la data 1920 ed è consunto, le pagine appiccicate l'una all'altra. Quando con la punta del temperino infilata tra foglio e foglio Corona riesce ad aprirlo, si trova davanti un romanzo inatteso: la storia di Raggio e di Zino, di Maddalena Mora e di Neve, la bambina di ghiaccio, di tutti coloro che lassù, sui monti di Erto, lo hanno preceduto. Nel quaderno nero ci sono i "Malavoglia del Friuli" e la figura indimenticabile della strega Melissa che tra i branchi di capre e i campi di fieno che sovrastano il Vajont, porta a termine una lotta perduta contro il destino, folle di sesso e di dolore.
Se non conoscete Mauro Corona, sciamano del ventesimo secolo allora vi siete persi davvero qualcosa!
Scrittore, alpinista, intagliatore e quant'altro, Corona ti trasporta in un mondo epico, sui monti di Erto, e ti fa rivivere con una forza inaspettata, l' epopea di questi piccoli, grandi uomini.
Giustamente definito come i 'Malavoglia friuliani' questo romanzo non di limita a narrare, ma disegna un affresco vero e vivente che ti si insidia nel cuore per molto, moltissimo tempo.
Adatto a chi ama le storie di una volta, fatte di paglia, di fieno, di sesso animalesco e di moralità contadina.
L\'ombra del Bastone
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19 anni fa
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