P. Diddy sul banco degli imputati: processo a New York su 20 anni di orge, violenza e traffico sessuale

Nel tribunale federale di Manhattan è iniziato un processo che potrebbe distruggere la carriera e la libertà del rapper e produttore Sean Combs (noto anche come P. Diddy, Puff Daddy, Diddy). È accusato di estorsione, traffico sessuale e coinvolgimento di donne nella prostituzione. Rischia da 15 anni all’ergastolo.
Cosa si sa finora:
▪️ I procuratori affermano che Combs ha creato un’intera impresa criminale — con guardie del corpo, dipendenti e la partecipazione della sua casa discografica — per organizzare per anni feste sessuali con droghe.
▪️ Registrava gli eventi in video, ricattava le vittime e minacciava di distruggere la loro carriera.
▪️ Alle feste, conosciute nel suo giro come freak offs o notti del re selvaggio, le donne venivano drogate e costrette ad avere rapporti sessuali con sconosciuti — inclusi escort maschi scelti dallo stesso Combs.
Testimone chiave — Cassie Ventura, ex fidanzata e cantante della Bad Boy Records.
Secondo l'accusa:
– ha iniziato a portarla alle orge fin dall'inizio della relazione
– la picchiava e minacciava di distruggere la sua carriera – prometteva di "diffondere" video in cui lei faceva sesso “con decine e decine di uomini escort”
– diceva che sarebbero stati “ricordi delle notti più umilianti della sua vita”
📽 In tribunale è già stato mostrato un video dalle telecamere dell'hotel di Los Angeles (2016), dove si vede Combs aggredire Cassie: la butta a terra, la prende a calci e la trascina in camera. Il video era già apparso sui media — Diddy si è scusato, dicendo che gli “fa schifo” quello che ha fatto.
Nel caso compare anche un'altra vittima — "Jane", con cui Combs ha iniziato una relazione nel 2020. Anche lei ha dichiarato di essere stata costretta e aggredita.
Cosa dice la difesa:
▪️ È un “caso d’amore, gelosia e denaro”, non un crimine
▪️ Le feste erano volontarie e parte di uno “stile di vita da scambisti”
▪️ Combs è impulsivo, abusava di alcol e droghe, ma non è un pappone
▪️ Durante le perquisizioni gli sono state trovate armi, droghe, lubrificanti, sex toys e oltre 1000 flaconi di olio per bambini.
L’avvocata ha ironicamente chiesto ai giurati: «L’amore per l’olio per bambini è un crimine federale?»
Durante l’udienza il rapper è apparso stanco e con i capelli grigi, ma ha sorriso, mostrando il “pollice in su” al suo gruppo di sostegno. In aula erano presenti sua madre e i suoi figli. La fila per entrare si è allungata per un intero isolato.
Il processo promette di essere rumoroso e duro. Non è solo il processo a un rapper — è il processo a un sistema, dove potere, denaro e violenza sessuale sono stati a lungo nascosti dietro la facciata dello show business.