Perché le donne simulano l’orgasmo — e cosa c’è davvero dietro

Il 64% delle donne e il 34% degli uomini ha ammesso di aver simulato l’orgasmo almeno una volta. Questi dati rompono subito il comodo mito secondo cui la simulazione sarebbe un fenomeno raro e quasi sempre “colpa di qualcuno”. In realtà si tratta di una pratica diffusa, integrata negli scenari del sesso contemporaneo.
Più spesso la simulazione avviene all’inizio di una relazione. Quando i partner si conoscono ancora poco, parlare apertamente del corpo, dei desideri e dei confini è più difficile che recitare il ruolo atteso. È più semplice mostrare che “è andato tutto benissimo” piuttosto che spiegare perché il piacere non è arrivato o perché funziona in modo diverso da quanto si crede comunemente.
Un punto importante: l’orgasmo viene simulato non solo nel sesso “cattivo”. Tra chi lo fa più spesso ci sono molte persone che usano regolarmente sex toy. Questo indica uno scarto tra la conoscenza del proprio corpo e la possibilità di integrare questa conoscenza nel sesso di coppia. Una donna può sapere perfettamente di cosa ha bisogno, ma non sentirsi al sicuro nel dirlo al partner.
Le ragioni della simulazione sono anche molto pragmatiche. Più spesso si tratta di:
— il desiderio di concludere più rapidamente il rapporto;
— il tentativo di sostenere il partner e non ferire la sua autostima;
— la volontà di smussare la situazione se il partner non ha raggiunto l’orgasmo.
In questo contesto emerge una conclusione particolarmente significativa: l’orgasmo non è una condizione obbligatoria del piacere. Il sesso può essere piacevole, intimo e desiderato anche senza una culminazione. Ma finché la cultura continua a considerare l’orgasmo la prova principale di un “sesso riuscito”, molti scelgono la simulazione come via d’uscita più semplice.
Di solito si smette di simulare per due motivi: quando l’inganno diventa evidente o quando cresce una migliore comprensione del proprio corpo e delle proprie reazioni. Dietro c’è quasi sempre la stessa cosa: un aumento della sicurezza in sé e il rifiuto di recitare un ruolo per il comfort altrui.