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Sesso senza miti: a cosa abbiamo creduto e a cosa è ora di smettere di credere


L’educazione sessuale per la maggior parte di noi è stata la stessa: conversazioni sentite di nascosto, scene dei film, consigli degli amici, film per adulti.

Qualcosa di tutto ciò si è rivelato vero, ma molto è pura invenzione. Questi miti non sono solo ridicoli: impediscono di provare piacere, alimentano il senso di colpa e rafforzano vecchi stereotipi. Analizziamo i più resistenti.

1. La vagina “si consuma” con troppi partner

Questo mito sopravvive grazie alla fede nell’esclusività maschile e al desiderio di controllare la sessualità femminile.

No, la vagina non si “allarga” per il numero di partner né “perde elasticità”. È un organo elastico che cambia durante l’eccitazione e poi torna al suo stato normale. L’unico fattore che può influire temporaneamente sulla dimensione sono i parti, ma anche dopo di essi i tessuti si riprendono.

L’idea dell’“usura” del corpo femminile è un modo per colpevolizzare le donne per la loro libertà, non un fatto medico.

2. Il primo rapporto è necessariamente doloroso e con sangue

Dolore e sangue non sono una parte obbligatoria del primo sesso. Compaiono solo se il corpo e la mente non sono a proprio agio: poca eccitazione, lubrificazione insufficiente, partner frettoloso o ansia.

A volte il sangue appare per caratteristiche individuali dell’imene — una piccola piega all’ingresso della vagina. In alcune è sensibile, in altre quasi impercettibile, in altre ancora assente dalla nascita.

L’imene può distendersi con lo sport, lo stretching, l’uso di tamponi o la masturbazione — ed è assolutamente normale. Il primo sesso non deve essere una prova: può essere dolce, piacevole e sicuro, se avviene con consenso e attenzione al corpo.

3. Il sesso è solo penetrazione

Il cosiddetto imperativo coitale — l’idea che il vero sesso debba includere la penetrazione — svaluta tutto il resto: carezze, masturbazione, sesso orale e anale, petting, sexting e giochi con i sex toys.

In realtà il sesso non è un unico copione, ma un intero spettro di pratiche, dove contano consenso e piacere reciproco.

L’orgasmo non rende il sesso “vero” e l’assenza di penetrazione non lo rende “un gioco”. Ognuno sceglie la propria forma di intimità.

4. Il sesso deve sempre finire con l’orgasmo

Un altro imperativo: quello orgasmico. Siamo abituati a valutare il sesso in base al risultato, come se dovesse sempre concludersi con un climax. Ma l’orgasmo non è un esame da superare.

A volte il sesso senza climax dà più piacere della sua ricerca. Spesso il processo è più importante del finale. Inoltre, l’orgasmo non è sempre sinonimo di piacere: può essere breve, meccanico o perfino doloroso.

Meglio concentrarsi non sulla fine, ma su ciò che accade tra le persone qui e ora.

5. Più lungo è il sesso, meglio è

La durata del sesso non equivale alla sua qualità.

Il tempo medio della penetrazione è di circa sette minuti, e va benissimo così. Gli atti troppo lunghi spesso risultano non esaltanti, ma stancanti.

Se si smette di contare solo la penetrazione e si considera tutto — dalle prime carezze all’abbraccio finale — il sesso diventa naturale e flessibile. L’importante non è la durata, ma la sensazione di star bene.

6. Le infezioni si trasmettono solo con il sesso penetrativo

Le IST non sono solo HIV, sifilide e gonorrea. Ne esistono più di trenta, e molte si trasmettono non solo con il contatto pene-vagina.

Ad esempio, il papillomavirus umano si trasmette anche con il sesso orale o anale e persino attraverso la pelle. L’epatite B — tramite saliva e secrezioni. Per questo è importante usare preservativi, dighe dentali, evitare microlesioni e fare test regolari.

La cura della sicurezza non è paura, ma rispetto per sé e per il partner.

Il sesso non è un esame, né una competizione, né un terreno di vergogna. È uno spazio dove corpo e piacere possono essere diversi, dove si può esplorare, sbagliare, parlare e ridere.

L’importante è che tutto avvenga per reciproco desiderio e senza paura. Tutto il resto appartiene al passato.

8 mesi fa
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