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Chi é veramente Rebekka?

la strada era buia e lunga, quei rari lampioni rotti illuminavano a malapena la loro stessa presenza. il veicolo scassato che mi hanno dato all' autonoleggio farebbe pena anche ad un disperato che più disperato non si può. 

la scogliera lungo il margine della strada é pressoché invisibile, procedo a passo lento ma deciso, non posso mollare, ho sonno e la stanchezza é tanta.... il rumore di sottofondo dei ciotoli sotto le ruote ed il cigolio degli ammortizzatori mi rilassa a tal punto che le palpebre sembrano macigni. Decido di accendere la radio.

in questi luoghi sperduti non si ha molta scelta di sintonizzare una buona stazione, quindi dopo un po' mi fermo su quella che ritengo più nitida. 

Dopo molti km intravedo una sagoma lungo il bordo strada, é una donna, mi fa cenno di fermarmi. 

Piacere Rebekka

Salve, sono Paolo, ha bisogno di aiuto? 

Si grazie per favore se potesse accompagnarmi alla più vicina città.

Gran pezzo di figa, una donna sulla quarantina alta, cosce infinite, non tanto magra, anzi piuttosto in carne, pelle scura, accento meridionale, seno almeno una quinta che lasciava ben poco all'immaginazione, abito stretto, fianchi piuttosto larghi ma sodi e torniti, occhioni neri e dei lunghi capelli mossi e anch'essi neri come la notte. 

Che ci fa qui nella notte tutta da sola? chiedo.

Tesoro non vedi che sono una mignotta? che fai predi in giro? stavo solo lavorando, però poi ho litigato con uno stronzo che non voleva pagare, e quello di tutta risposta mi ha pure rubato il guadagno della serata e mi ha lasciata qui sola al buio e lontana da qualsiasi posto abitato. 

Mi dispiace signorina, vuole che l'accompagno dai carabinieri? 

no, grazie... me la caveró da sola come ho sempre fatto. Mi serve solo un passaggio, e se ti va per ringraziarti del favore, ti faccio un pompino, oppure quello che preferisci. 

La vidi molto stanca e la tristezza traspariva da dietro il viso...

no grazie, ero di strada, non si preoccupi l'accompagno ugualmente le risposi, la feci salire e procedetti nella guida senza proferire ulteriore parola. 

Dopo 20 minuti di silenzio più assoluto... Lei inizia.

So che mi giudichi perché sono una  e magari mi rifiuti perché sono immorale e magari con delle malattie veneree, ma ti assicuro che ho un cuore ed un anima, ho delle passioni, mi piace dipingere e faccio questo lavoro perché dopo che ho scoperto che mio marito mi tradiva da anni con la sua segretaria si é pure incazzato, ed ha fatto in modo di buttarmi fuori di casa senza una lira ne diritti.

Io non ho mai avuto una indipendenza economica, i miei genitori giù al sud quando hanno saputo che mi ero lasciata mi hanno sbattuto la porta in faccia dicendomi che una brava moglie chiude un occhio e magari due se il marito le fa le corna e fa finta di nulla...... ecco io...... , io non sono d'accordo. Sono una persona, e pretendo rispetto e sincerità, non si possono ignorare anni di tradimento da parte di un uomo che dice di amare un altra e se la porta a letto. Non tanto per il letto quanto più per il fatto di aver fatto tutto di nascosto ovviamente. Comunque non voglio annoiarti con la storia della mia vita, fatto sta che sono sola e senza soldi, per fortuna faccio un lavoro che mi piace, ma la storia di essere maltrattata e rapinata proprio non mi va giù

Lei parlava e Lui ascoltava, era inusuale stare lì ad ascoltare le lamentele di una donna di strada, Paolo le aveva sempre viste come merce in vendita, ma stare lì ad ascoltare quella voce gli faceva capire che dentro quel magnifico corpo c'era una persona buona con un anima sofferente distrutta dal dolore della vita passata a subire bugie ed inganni da parte di colui cui aveva riposto la più completa fiducia. 

Lei ora era Rebekka, una donna che aveva separato la passione, il desiderio e gli impulsi della carne dall' emotività e dall'amore.

In fondo alla strada c'è un lugubre autogrill, posso rifornirmi di carburante e magari mangiare un boccone penso tra me e me ......

Hem hem, Rebekka perdonami se ti zittisco un attimo mentre parli le dico sorridendo, ma ti piacerebbe se ci fermassimo un po' all'autogrill? Potremmo mangiare qualcosa, e poi sono veramente distrutto, guido da ore ed ore.

Certo Pablo, fai pure se ti va, e scusami se parlo troppo, chissà che palle gonfie che ti ho fatto dice, e sbotta in una fragorosa risata ha ha ha ha ha ....

Di tutta risposta io non rido, la guardo negli occhi con sguardo serio e dico convinto. 

Mi chiamo Paolo non Pablo...  e ricominciamo a ridere entrambi a crepapelle come due scemi in auto. 

Lei é bellissima, le sue tette saltellano felici, e sembra che per un attimo le abbia cancellato quel velo di tristezza che traspariva dagli occhi fino alla sua anima triste e tenebrosa.

Ci fermiamo all autogrill, il proprietario é un tipo strano, cicatrice sul viso tatuaggi sulle braccia palesemente fatti con ago e inchiostro di china, un sigaro puzzolente in bocca, camicia sbottonata e jeans strappati, magro, rugoso, capelli leggermente lunghi. Strano personaggio. Si occupa personalmente di mettere carburante al macinino, intanto si é mangiato con gli occhi il culo ti Rebekka, poiché la sua gonna é talmente corta che basta un minimo movimento per fare intravedere la figa senza mutandine. Mi sento un po' in imbarazzo al posto suo. 

Lei invece é tranquilla e serena, non ha vergogna, é libera e non deve dare conto a nessuno. Bull ci chiede se abbiamo bisogno di altro e che sono 76 euro di carburante. Chiediamo se c'è qualcosa da mangiare, quindi ci invita a sederci su di un tavolino piccolo ed in penombra vicino al retro bottega alle spalle dell'insegna laterale e dice che possiamo pagare dopo e che farà tutto un conto. 

Ok Rebecca, vuoi sederti? e le sposto la sedia per agevolare la seduta, Lei ringrazia e si siede da gran signora di classe. 

Ordiniamo del buon vino, o comunque il migliore del posto, mangiamo del pesce fresco appena cucinano, un sorbetto, della frutta ed un buon dessert. 

Chiacchieriamo come se ci conoscessimo da sempre parlando del più e del meno, fondamentalmente banalità, ma la notte prende vita, ci divertiamo e ridiamo tantissimo. Siamo entrambi ubriachi ed esausti, bull ci consiglia di restare a dormire lì piuttosto che mettersi alla guida ubriachi. Accettiamo e prendiamo la camera. 

Quella notte eravamo sfiniti, rimanemmo un' altra ora a ridere e scherzare stesi sul letto mentre guardavamo il soffitto, dopodiché si fa sentire pesantemente e cadiamo in un sonno profondo.

Non ricordo esattamente quanto tempo dormì, fatto sta che ad un certo punto mi sentii come in un sogno, in una specie di enorme bolla di sapone con Rebekka al suo interno. Scostai leggermente la testa, sentivo ansimare ed il letto che si muoveva leggermente, tipo come fossimo su di una barca. cercando di capire cosa stesse accadendo un immagine sfocata del signor Bull nella nostra stanza, Rebekka con le gambe spalancate ed il gestore dell'immobile che se la stava scopando lentamente alla missionaria mentre lei dormiva.

 

Se la storia piace pubblico la seconda parte

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