Successo
Tema scuro
Scegliere la lingua
Sito in Un Click!

Ottieni accesso rapido a nuovi appuntamenti e chat. Dettagli.

Anali Cuckold Trio Tradimenti Milf Dominazione
  • anale
  • cazzo grosso
  • troia
  • cuckold
  • cazzo
  • posizione a pecorina
  • massaggio
  • orgasmo

Come iniziai a prenderla nel culo per poi diventare cuck. Parte 4

Mia moglie si sdraiò sul lettino, abbandonandosi. Marco non perse tempo. Versò l'olio caldo sulle sue mani capienti e iniziò a massaggiarle la schiena, ma i suoi movimenti erano volutamente pesanti, dominanti. Ogni volta che premeva, le sue mani scivolavano "accidentalmente" sempre più giù, sfiorando il bordo delle mutandine di pizzo, spingendole leggermente verso il basso per scoprire l'inizio delle natiche.

"Sei molto tesa... e molto sensibile," commentò Marco, la voce ridotta a un sussurro profondo, mentre le sue dita iniziavano a insinuarsi con studiata lentezza sotto il pizzo nero, accarezzando la pelle nuda di mia moglie.

Lei ebbe un piccolo sussulto, ma non si tirò indietro, chiaramente sopraffatta dall'intensità di quel tocco. Dalla mia sedia, sentivo il cazzo premere dolorosamente contro i pantaloni. Ero intrappolato nel mio stesso gioco: l'uomo che amava sua moglie, ridotto a un guardone eccitato, mentre un vero maschio iniziava a reclamare il possesso del corpo di lei.

Marco infilò entrambe le mani sotto le mutandine di seta di mia moglie, afferrandole le natiche con forza, impastando la carne con l'olio. Si sporse in avanti, posizionando il suo bacino vicinissimo al viso di lei, e mi fissò dritto negli occhi attraverso la stanza. Con una mano continuava a violare l'intimità di mia moglie, mentre con l'altra iniziò lentamente ad aprirsi la zip dei pantaloni.

"Tuo marito mi ha detto che sei una donna speciale," disse Marco a voce alta, con il fiatone che iniziava a farsi pesante, mentre estraeva il suo membro già turgido e lucido, mostrandomelo in tutta la sua brutale grandezza. "E io stasera voglio darti un trattamento che non dimenticherai mai. Vero, caro? Diglielo anche tu quanto è bravo Marco."

Ero paralizzato sulla sedia, costretto a guardare l'inizio della fine del mio matrimonio, eppure non avevo mai desiderato nulla di così tanto in tutta la mia vita.

Sulla mia sedia, nell'ombra, ero paralizzato, costretto a fare l'unica cosa che mi era concessa: guardare il mio padrone mentre prendeva possesso della mente e del corpo di mia moglie.

Marco fece un sorriso accennato, professionale e predatore al tempo stesso. Non c'era fretta nei suoi movimenti; da vero esperto, sapeva che la transizione doveva essere totale. Le sue mani calde e unte d'olio iniziarono a scendere dalla schiena verso i fianchi di mia moglie, ma invece di fermarsi, le sue dita scivolarono con studiata lentezza sotto il pizzo nero delle mutandine.

Mia moglie ebbe un piccolo sussulto, un respiro trattenuto. "Marco... lì è... un po' troppo giù," mormorò, con una debole resistenza che stava già svanendo di fronte alla maestria di quei tocchi.

"Rilassati, lasciati guidare. So esattamente dove si accumula la vera tensione," rispose lui con quella sua voce profonda e ipnotica.

Con dita esperte e precise, Marco iniziò a sfiorare i punti più sensibili. Le sue dita scivolarono prima lungo il profilo delle grandi labbra, accarezzandole con una pressione calibrata che fece sfuggire a mia moglie un gemito soffocato. Poi, con una mossa ancora più audace, il suo pollice passò sopra la rosetta del culo, stimolandola con cerchi concentrici, leggeri e tormentosi.

Vidi il corpo di mia moglie sussultare sul lettino. Quella stimolazione così proibita e inaspettata la destabilizzò, ma invece di ritrarsi, aprì leggermente le labbra, respirando affannosamente. Il piacere stava prendendo il sopravvento sulla sua mente.

A quel punto Marco decise di alzare la posta. Si posizionò sul fianco del lettino, proprio all'altezza del busto di lei. Mia moglie era a pancia in giù, con le braccia distese in avanti sul materassino, le mani abbandonate e aperte. Marco indossava solo una tuta leggera, e sotto era evidente che non avesse le mutande. Con una mossa fluida, si appoggiò contro il bordo del lettino e prese la mano destra di mia moglie, posizionandola esattamente sul suo cavallo.

Iniziò a strofinare il suo cazzo enorme e già durissimo, dritto contro il palmo aperto della mano di lei, separato solo dal tessuto leggero della tuta. Mia moglie sgranò gli occhi, sentendo quella massa impressionante pulsare contro le sue dita, ma non ritrasse la mano; le sue dita, anzi, si piegarono istintivamente, stringendo per un attimo quella morsa d'acciaio.

"Senti quanto sono pronto per te?" le sussurrò Marco sul collo, mentre continuava a strofinarsi contro la sua mano aperta. "E tuo marito è lì che guarda, e gode nel vedere come stringi il mio cazzo."

"Diventa molto calda qui sotto," disse poi Marco a voce alta, tornando ai piedi del lettino e guardando dritto verso il mio angolo buio per godersi la mia agonia eccitata. Con mossa decisa, afferrò le sue ginocchia e le allargò le gambe, aprendola completamente.

Il pizzo nero delle mutandine era teso, e proprio al centro, Marco indicò con un dito una vistosa macchia umida che brillava sotto la luce dello studio. "Guarda qui, caro. Guarda come tua moglie risponde ai miei trattamenti. Questo pizzo è già inzuppato della sua stessa eccitazione." ...........continua

4/5 - (3 Totale voti)
Ti è piaciuto?

Le storie più votate della categoria anali

Commenti