Mia sorella ed io siamo stravaccate ognuna su un divano, l’una di fronte all’altra, a riprenderci dal sonno che solo uno svogliato pomeriggio d'estate sa dare. Io sono rannicchiata in un angolo a leggiucchiare una rivista con le gambe incrociate, mia sorella è distesa di fronte a me, intenta a chattare, quando suonano alla porta: non aspettavamo nessuno. Quando vado ad aprire mi ritrovo davanti Marco, il fidanzato di mia sorella.
“Ciao Marti, sei sola? Valentina è in casa?”
Appena sente la sua voce, mia sorella si fionda alla porta, sorpresa:
“Che ci fai qui?”
“Ho finito prima e ho voluto farti una sorpresa!”
Mentre fanno i piccioncini me ne torno sul divano, ma prima di girare l'angolo mi accorgo che Marco, abbracciando mia sorella, le mette tutte e due le mani sul culo, stringendo tra le dita quelle natiche grosse e morbide che Vale ha avuto sin da ragazzina. Istintivamente mi porto una mano al culo e mi stringo anche io una chiappa, desiderando che anche il mio ragazzo fosse qui a massaggiarmi il sedere.
I piccioncini arrivano in salotto e si mettono a sedere di fronte a me. Quell'improvviso desiderio mi fa venire voglia di stuzzicarli un po':
“Come mai in salotto? - chiedo maliziosa - non scappate direttamente in camera da letto?”
“Non facciamo mica solo quello!” taglia corto mia sorella, anche se non sembra infastidita dalla mia insinuazione.
Peccato, penso, mi sarebbe piaciuto mettermi dietro la porta ad ascoltare gli orgasmi di Valentina, come faccio di solito quando siamo da soli e loro se ne vanno a scopare.
Chiacchieriamo del più e del meno, e nel mentre la testa di Marco si appoggia sempre di più sulle tette morbide di mia sorella e, incuranti della mia presenza, dopo poco iniziarono a baciarsi in modo appassionato, mentre Marco palpa il grosso seno di Vale.
Lo strapazza nella sua mano, mia sorella sospira dal piacere e io sospiro subito dopo di lei solo al vedere quella scena. Vale allora alza gli occhi e mi guarda eccitata: si è accorta dei miei gemiti e mi scruta come per incoraggiarmi; io subito abbasso gli occhi sulla mia rivista, ma lei non si dà per vinta. Continua a baciare intensamente il suo lui: mentre io immagino le loro lingue che si intrecciano, prende la mano di Marco e dal seno se la appoggia tra le gambe. Vedendo quella scena mi porto istintivamente una mano sulle tette ed inizio a strizzarmele, sentendo il calore che risale lungo il mio corpo, dalle cosce in su. Mia sorella mi guarda fisso, con uno sguardo torbido di approvazione, mentre Marco con gli occhi chiusi la bacia e le spinge la lingua in profondità, senza dimenticare di accarezzarle la figa.
Ma ad un certo punto lui apre gli occhi e si volta piano verso di me, per capire cosa stesse guardando mia sorella con lo sguardo da porca dipinto sul viso. Era rimasto finora fuori dal nostro giochino, ma ora incrocia il mio sguardo carico di desiderio e comincia a fissare le mie mani che strizzano il seno. Allora con un sorrisetto sempre più eccitato riprende a baciare mia sorella con foga: piccoli gemiti muti, soffocati da quell'intreccio di lingue, arrivano alle mie orecchie e comincio a bagnarmi seriamente. Entrambe ormai si sono resi conto di quanto io mi stia arrapando, quindi insistono con i loro giochini.
Allora mia sorella prende iniziativa e decide di spingersi oltre, come per testare la mia resistenza. Più porca che mai spinge Marco via da lei, lo fa distendere sul divano e gli sbottona la cintura. Mi sfugge un gridolino di sorpresa ed eccitazione, mentre mia sorella gli sbottona i pantaloni senza guardare: guarda me, si morde il labbro e mi dice
"Vediamo quanto riesci a resistere".
Infila una mano nelle mutande e ne tira fuori un paletto duro di almeno 17 cm. Senza perdere tempo comincia una lenta ed arrapante sega, mentre con l'altra mano gli afferra le palle per un bel massaggio. Marco getta la testa indietro e chiude gli occhi tra grugniti di piacere.
A quel punto sento i miei istinti più bassi impadronirsi di me: senza ritegno sposto la piccola canotta che mi copre il petto, abbasso il reggiseno quasi fino a farlo saltare via e scopro le mie grosse tette rotonde. I capezzoli sono già duri come chiodi, afferro la mia tetta sinistra e me la porto alla bocca leccandola, tra gli incoraggiamenti di mia sorella, che mi invoglia a perdere ogni freno.
“Eccola la mia piccola porca” dice Valentina.
Allora decido di infilare la mano destra sotto le mutandine, ormai inzuppate del mio piacere, a cercare la mia calda fessura, la mia gustosa fighetta, per godere il più possibile di questo spettacolo.
I modi di mia sorella mi hanno sempre fatta bagnare: ora vederla di fronte a me, con un cazzo in mano, mi manda fuori di testa. È così brava a segare e Marco lo conferma coi suoi gemiti e col respiro affannato. Sembra che non abbia mai fatto altro nella vita che segare cazzi: rallenta il ritmo sull'asta, porta la mano fin sopra alla cappella e la stuzzica giocandoci con un dito, per poi tornare sull'asta, scorrendola da cima a fondo e aumentando il ritmo della masturbazione; intanto gioca con le palle, le stringe, le massaggia.
Il mio grilletto è durissimo, lo massaggio girandogli un dito intorno procurandomi piaceri mai provati prima. L'invidia per quel cazzo a pochi centimetri da me mi rende ancora più porca. Lo vorrei stringere io tra le mani, vorrei segarlo forte stringendolo, vorrei succhiarlo per bagnarlo con la mia saliva, immagino già di farmelo scorrere dentro. Mentre questi pensieri si affollano nella mia testa, il lago tra le mie gambe cresce, sento l'orgasmo che monta come una furia, sento che urlerò, allora mi infilo due dita nella figa e spingo, finché non sento un’onda di piacere che mi invade. Allora urlo, urlo quasi fuori di me:
"oh sì…mi fate venire…!! Succhialo, ti prego, prendilo in bocca!!"
Valentina e Marco mi guardano godere con i loro sorrisi carichi di desiderio, poi mia sorella dice:
"L'ho preparato per te. Vieni a prenderlo tu in bocca."
A quelle parole un gemito quasi animale dalla mia bocca ha annunciato l'orgasmo incontenibile e quasi senza accorgermene mi sono alzata, tremante di piacere, sono andata verso di loro e ho chinato la testa su quel cazzo che desideravo tanto.
Non so che espressione abbia fatto lui, non so se mia sorella si aspettava che lo facessi davvero, ricordo solo quel cazzo duro in gola, il sapore dolciastro della cappella, i due colpi di bocca voraci che gli ho regalato e le due pulsazioni che hanno preceduto lo scoppio. Cinque fiotti di sperma caldo e la mia bocca piena, così sembrava concludersi quella magnifica avventura, con il grugnito di Marco che diceva "ingoia, brava, ingoia" e mia sorella che mi teneva ferma la testa, per non farmi perdere nemmeno una goccia di sborra.
Io ingoiai tutto, leccai tutto il cazzo per ripulirlo e mi lasciai cadere, esausta di godere.
D’un tratto sentimmo la chiave girare nella toppa della porta d’ingresso. Senza pensarci corsi in bagno e mi chiusi a chiave: da dietro la porta sentii il saluto di mia madre ai due piccioncini, che tranquillissimi rimasero stravaccati sul divano.
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