STORIA VERA RACCONTATAMI DA UN AMICO E CHE STO PUBBLICANDO NEI MINIMI PARTICOLARI CAMBIANO SOLO I NOMI DEI PROTAGONISTI HO MESSO QUELLO DI MIA MOGLIE E IL MIO , L AMICO SI CHIAMAVA SERGIO :
Capitolo 1: Gli Sguardi alla Lanterna
La nostra routine del fine settimana sembrava indissolubile, una certezza che si ripeteva identica ogni sabato sera. Da anni, io e mia moglie Giuliana uscivamo con una coppia di storici amici, Sergio e sua moglie Sara. Il nostro punto ritrovo fisso era la balera "La Lanterna", un locale alle porte della città, un po' retro, illuminato da luci calde e soffuse, dove le coppie della zona si ritrovavano per ballare e chiacchierare fino a tardi.
Per molto tempo era stato solo un modo per staccare dalla settimana lavorativa, ma da un paio di settimane a quella parte l'atmosfera al nostro tavolo aveva iniziato a cambiare in modo sottile, quasi impercettibile all'inizio, ma poi sempre più evidente ai miei occhi.
Seduto di fronte a loro, mentre Sara era distratta a salutare dei conoscenti o a guardare la pista, avevo iniziato a notare una strana elettricità tra Giuliana e Sergio. Non era più la solita complicità tra vecchi amici. Quando le luci si abbassavano per i balli lenti, i loro sguardi si cercavano con una frequenza insolita. Sergio la fissava in modo intenso, profondo, con un'aria di spavalda sicurezza che sembrava consumare la resistenza di mia moglie; e Giuliana, dal canto suo, non distoglieva gli occhi. Rispondeva a quelle occhiate con sguardi dolci, un po' sfuggenti ma carichi di una timidezza fiammante, mentre le sue guance si accendevano di un leggero rossore ogni volta che lui le rivolgeva la parola.
Durante i balli di gruppo o quando Sergio la invitava per un valzer, notavo come le mani di lui si posassero sulla schiena di mia moglie con una confidenza nuova, possessiva, e come Giuliana si lasciasse guidare con una sottomissione spontanea, lo sguardo fisso nei suoi occhi lucidi. Io rimanevo al tavolo, fingendo di non vedere, ma nel mio intimo l'eccitazione e il sospetto cominciavano a farsi spazio, gettando le basi per quello che, da lì a poco, sarebbe diventato un accordo esplicito.
I sabati successivi alla "Lanterna" non fecero che esasperare quell'intesa silenziosa. Ormai non era più solo una questione di occhiate: Sergio e Giuliana passavano la maggior parte del tempo in pista, ballando una canzone dietro l'altra. Sara trascorreva quasi tutta la serata a chiacchierare al bancone con alcune amiche di vecchia data, lasciandomi al tavolo da solo a osservare la nascita di quella tresca clandestina. Io, nel mio intimo, avevo capito tutto, ma decisi deliberatamente di fare finta di non accorgermi di nulla, godendomi in segreto lo spettacolo della complicità che cresceva tra mia moglie e il mio amico.
Durante i balli lenti, la spavalderia di Sergio divenne totale. Approfittando della penombra e della confusione in pista, attirava Giuliana a sé con decisione, stringendola senza badare troppo alle apparenze. Da dove ero seduto al tavolo, con il bicchiere in mano e l'aria distratta, potevo vedere chiaramente la pressione dei loro corpi: Sergio appoggiava il proprio pacco con forza sul bacino di mia moglie, marcando il territorio a ogni passo di danza. Giuliana, anziché ritrarsi, si abbandonava completamente contro di lui, con la testa appoggiata alla sua spalla e il viso scarlatto, gli occhi lucidi per l'eccitazione di quel contatto così intimo e proibito.
A metà serata, dopo un ballo particolarmente intenso e ravvicinato, Giuliana tornò al tavolo con il respiro corto, visibilmente scossa e con le guance in fiamme. Prese la sua borsa e, senza guardarmi dritto in faccia per l'imbarazzo, accennò un sorriso confuso: "Vado un attimo in bagno a rinfrescarmi, fa davvero caldo stasera".
Pochi minuti dopo averla vista allontanarsi, mi resi conto di avere bisogno delle chiavi dell'auto che avevamo lasciato nella sua borsa. Mi allungai sul tavolo per cercarle e, rovistando rapidamente tra i suoi specchietti e i fazzoletti, la mia mano sfiorò qualcosa di morbido e di seta. Le tirai fuori parzialmente e mi mancò il fiato: erano le sue mutandine nere, arrotolate in fretta e nascoste sul fondo della borsa. Giuliana se le era appena tolte nel bagno del locale forse all inizio serata , decidendo di restare completamente nuda là sotto per il resto della serata.
Quando tornò dal bagno e si risedette, rimasi in silenzio, continuando a fare la mia parte, fingendo di essere l'ignaro marito che non sospettava di nulla. Giuliana si sistemò sulla sedia proprio di fronte a Sergio, che la fissava con un sorriso sornione, da predatore che sa di avere la preda in pugno. Con una mossa studiata, di un'audacia devastante, mia moglie allargò leggermente le gambe sotto il tavolo, approfittando del vestito leggero che si sollevava.
Sergio abbassò lo sguardo e si godette interamente lo spettacolo della figa nuda e pelosa di mia moglie, esposta direttamente ai suoi occhi in mezzo alla balera. I suoi occhi si piantarono lì sotto con un orgoglio immenso, mentre Giuliana, con le guance che andavano letteralmente a fuoco, continuava a chiacchierare con me del più e del meno, eccitata dal fatto che il suo amante la stesse possedendo con gli sguardi mentre il marito faceva finta di non capire.
La tensione alla balera è al massimo: Giuliana è nuda sotto il vestito, Sergio la osserva senza sosta e tu continui a fare finta di nulla per alimentare il gioco ..... continua
Commenti