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Miky - La prima volta al cinema

L'insegna al neon del cinema "Splendor" ronza e lampeggia, proiettando una luce giallastra sul marciapiede bagnato. Franco paga i cinque biglietti alla cassa, mentre tu, Roberto, Miky e Valeria aspettate nell'atrio deserto. Michela si stringe nell'impermeabile nero, i capelli raccolti in una coda alta che mette in risalto il collo teso e il rossetto rosso acceso, quasi violento, che le hai ordinato di mettere.

Entrate nella sala. È quasi vuota, solo qualche ombra solitaria sparsa nelle prime file. L'odore di chiuso e di eccitazione stantia è opprimente. Franco vi guida verso le ultime file.

«Voi due, lì davanti,» ordina Franco con un sussurro autoritario, indicando la fila centrale.

Miky e Valeria si siedono l’una accanto all’altra. Senti il fruscio dei loro impermeabili che si aprono leggermente mentre si accomodano. Tu, Franco e Roberto vi sedete esattamente dietro di loro. Dalla vostra posizione, vedete le loro nuche, le code dei capelli e intravedete la curva delle loro spalle nude.

Sullo schermo iniziano a scorrere immagini esplicite, il volume è basso, un ronzio di gemiti che riempie il buio. Franco si sporge in avanti, infilando le mani tra i due sedili, proprio tra le teste delle due donne.

«Miky... Valeria... aprite gli impermeabili,» sussurra Franco. «Voglio che la luce dello schermo rifletta sul vostro pizzo. E voi tre, guardatevi intorno: voglio che sentiate gli occhi di quegli uomini soli su di voi mentre fate quello che vi dirò.» Miky esegue con le mani che tremano. Apre l'impermeabile e il reggiseno di pizzo nero brilla sotto i lampi di luce blu e rossa che provengono dallo schermo. Valeria fa lo stesso. Ora sono lì, seminude nel buio di un cinema pubblico, mentre voi tre, dalla fila dietro, iniziate a far scorrere le mani sulle loro spalle e dentro i loro colletti. «Marco, Roberto,» mormora Franco, «tirate fuori i vostri strumenti. Voglio che le vostre mogli sentano il calore della vostra presenza proprio dietro le loro orecchie, mentre iniziano a prendersi cura l'una dell'altra sotto lo sguardo degli sconosciuti in sala.»

Roberto allunga una mano e afferra la coda di cavallo di Valeria, tirandola verso di sé. Tu fai lo stesso con Miky, sentendo il profumo del suo collo che contrasta con l'odore della sala. Le loro teste sono reclinate all'indietro, i loro volti a pochi centimetri.

«Valeria, inizia...» comanda Franco. «Metti la mano sotto l'impermeabile di Michela. Trova il suo perizoma e falle capire che stasera non siamo in una villa privata.»

Miky emette un gemito soffocato che si perde nel buio, mentre sente la mano di Valeria che inizia a esplorarla proprio mentre un'ombra solitaria in terza fila si gira, incuriosita dal movimento.

«Miky ti prego lasciati andare... sii te stessa non succederà nulla di brutto sono qui con te...» le sussurri all'orecchio con un tono che è al contempo una protezione e un ordine.

Le tue parole le scivolano sulla pelle come una carezza elettrica. Miky chiude gli occhi, lasciando che la testa ricada completamente all'indietro contro lo schienale, proprio mentre la tua eccitazione preme contro la sua nuca. «Sì, Marco... mi fido...» sussurra lei con un filo di voce, mentre il rossetto rosso brilla nell'oscurità ogni volta che una scena più chiara illumina la sala.

Valeria, sentendo il tuo via libera, non perde un istante. Sotto la copertura degli impermeabili aperti, la sua mano scivola con decisione lungo la coscia di Miky, risalendo finché le dita non incontrano il bordo sottile del perizoma. Michela ha un sussulto violento, le sue gambe si aprono istintivamente sotto il tessuto scuro, offrendo alla bionda l'accesso totale.

Franco, dalla fila dietro, si sporge ancora di più. «Guarda, Marco... guarda come Valeria la lavora bene. Roberto, tieni ferma tua moglie, non voglio che si distragga dal suo compito.»

Roberto afferra Valeria per le spalle, spingendola quasi sopra Miky, mentre tu senti tua moglie che inizia a muovere il bacino ritmicamente. Il fruscio dell'impermeabile contro la pelle nuda di Miky è un suono che ti fa impazzire. Intanto, tre file più avanti, l'uomo solitario si è alzato e si è spostato di qualche posto, sedendosi ora in diagonale rispetto a voi: lo vedi chiaramente, nell'ombra, mentre fissa intensamente il movimento sospetto sotto i vostri cappotti.

Miky se ne accorge. Vede quell'ombra che la osserva e il terrore di essere scoperta esplode in una scarica di piacere puro. «Marco... c'è qualcuno... ci guarda...» rantola lei, mentre la mano di Valeria affonda nel suo bagnato con una velocità che la sta portando al limite.

«Lascia che guardi, Miky,» mormora Franco, mentre anche lui libera la sua virilità e la posa sulla spalla di Valeria. «Anzi, fagli vedere meglio. Valeria, apri completamente l'impermeabile di Michela. Voglio che quel tipo veda bene il pizzo e la carne di tua moglie mentre tu la porti all'orgasmo.»

Valeria esegue con un sorriso complice. Spalanca il cappotto di Miky, rivelando il contrasto tra il reggiseno nero e la pelle bianca nel buio della sala. Michela è lì, seminuda in un cinema pubblico, con un estraneo che la osserva e tre uomini dietro che la controllano.

Il buio del cinema "Splendor" diventa il complice perfetto di questa nuova, incredibile svolta. Franco, vedendo l'uomo in terza fila immobile e ipnotizzato dalla visione di Miky e Valeria, gli fa un cenno secco con la mano, quasi un ordine silenzioso a farsi avanti.

L’estraneo non se lo fa ripetere. Si alza con una lentezza carica di incredulità: è un uomo sulla sessantina inoltrata, fisico ancora asciutto e uno sguardo che sprizza un misto di saggezza e lussuria. Si avvicina alla vostra fila, il rumore dei suoi passi sul pavimento appiccicoso scandisce il battito accelerato di Miky.

«Siediti qui, vicino a loro,» sussurra Franco con tono gelido, indicando lo spazio accanto a Michela.

L'uomo si siede. Michela è rigida come una corda di violino, il suo rossetto rosso spicca nel buio mentre fissa lo schermo senza vederlo. Sente il calore di questo sconosciuto alla sua destra e quello di Valeria alla sua sinistra. Valeria, con la solita sfacciataggine, gli prende subito la mano e la guida sotto l'impermeabile di Miky, portandola direttamente sulla sua coscia nuda.

«Guarda, Marco...» mormora Franco dietro di te, «guarda come trema la tua Miky al tocco di un uomo che potrebbe essere suo padre. È un’esperienza che le mancava.»

L'uomo, incoraggiato dalla vostra presenza silenziosa e approvante, inizia a muovere la mano con una sapienza antica. Quando decide di liberarsi dai pantaloni, rivelando quella dote inaspettata e imponente che avevi previsto, il silenzio della sala sembra farsi ancora più denso. È un cazzone che brilla di una luce sinistra sotto i lampi dello schermo, un monumento alla virilità matura che lascia Miky senza fiato.

Franco ti mette una mano sulla spalla. «Marco, dì a tua moglie cosa deve fare. Digli che stasera questo sconosciuto è il suo padrone, proprio qui, davanti a noi e a Valeria.»

Tu ti sporgi verso di lei, le afferri i capelli raccolti nella coda e le sussurri: «Miky... servilo. Voglio vedere la tua bocca su di lui mentre Valeria ti lavora da dietro. Non farmi aspettare.»

Miky emette un sospiro che è una resa totale. Si gira verso l'uomo, che la guarda con un sorriso di pura gratitudine, e allunga le mani verso quella virilità così diversa dalla nostra, ma così eccitante nel suo squallido contesto di periferia. Miky non esita. Le sue dita si chiudono attorno a quel cazzo imponente, sentendo sotto il palmo la consistenza di una carne calda, vissuta, che pulsa di una vitalità grezza. L'uomo emette un rantolo profondo mentre la testa di Michela si abbassa lentamente: il contrasto tra il suo rossetto rosso acceso e la pelle ambrata dello sconosciuto è un’immagine che vi brucia le cornee, illuminata a intermittenza dai lampi bluastri del film pornografico. «Brava, Miky... così, puliscilo bene,» mormora Franco, la voce ridotta a un soffio roco. «Roberto, tieni ferma Valeria. Deve vedere come la tua amichetta si gode questo regalo.»

Roberto esegue, bloccando Valeria per i fianchi e schiacciandola contro lo schienale, obbligandola a osservare Miky che accoglie l'estraneo in bocca con una devozione quasi rituale. Valeria, eccitata oltre ogni limite dalla scena, non resta a guardare: mentre tua moglie è impegnata davanti, le mani della bionda tornano a saettare sotto l'impermeabile di Michela, affondando con dita esperte nella sua figa bagnata, tormentandola con un ritmo frenetico che fa sussultare tutto il corpo di Miky.

Tua moglie è intrappolata in un vortice di piacere e sottomissione: davanti ha la potenza di quel cazzo, tra le gambe la sapienza cattiva di Valeria, e sopra di lei il tuo sguardo, Marco, che la possiede più di chiunque altro in quella sala.

L'estraneo, ormai fuori di sé, afferra la nuca di Miky con una mano nodosa, guidando il movimento con una forza che non ammette repliche, spingendo a fondo. Michela solleva gli occhi verso di te, cercando il tuo sguardo nell'oscurità; è un'occhiata carica di smarrimento e lussuria pura, un grido silenzioso mentre sente il sapore di quell'uomo sconosciuto.

«Marco...» riesce a mugolare contro la carne dell'uomo, «guarda... guarda come lo prendo tutto...»

Proprio in quel momento, la porta della sala si apre con un cigolio sinistro. Un fascio di luce giallastra taglia il buio, proiettando una lunga ombra sul pavimento. È la maschera del cinema che sta risalendo i gradini con una torcia, controllando le ultime file. Il cuore di Miky accelera selvaggiamente, la sua figa pulsa contro le dita di Valeria per il terrore e l'eccitazione di essere beccata così, con un vecchio sconosciuto tra le labbra.

Franco ti guarda, un sorriso folle stampato in faccia. Non ha intenzione di fermarsi. Anzi, ti fa cenno di spingere ancora di più la testa di tua moglie verso il basso.

La torcia della maschera taglia il buio come una lama, fermandosi proprio sulle gambe nude di Miky e sulla mano dell'estraneo che le stringe i capelli. Il fascio di luce è impietoso, illumina il pizzo nero e il movimento ritmico della testa di tua moglie. La maschera, un uomo trasandato con la divisa sgualcita, si ferma a due passi da voi. Il suo volto, scavato dalle rughe, passa dall'ira a una sorta di cinica fascinazione.

«Ehi! Ma che cazzo state facendo qui? Questo non è un bordello!» esclama con una voce che vorrebbe sembrare autoritaria, ma che tradisce un fremito di eccitazione.

Franco non si scompone. Si alza lentamente, estrae una banconota da cinquanta euro dal portafoglio e la fa roteare tra le dita sotto la luce della torcia. «Calmati, amico. Siamo solo persone che sanno come godersi la serata. E abbiamo pensato che forse anche tu avessi bisogno di una pausa dal tuo giro di controllo.»

La maschera guarda i soldi, poi guarda Miky che, terrorizzata, non ha smesso di lavorare sul cazzo dello sconosciuto, e infine sposta lo sguardo su Valeria. La bionda, capendo al volo l'antifona, si scosta da Michela e si alza in piedi, aprendo completamente l'impermeabile. Sotto non ha nulla, se non un paio di reggicalze che segnano le cosce sode. «Hai una faccia stanca,» sussurra Valeria, avvicinandosi alla maschera finché il suo seno non sfiora la giacca della divisa. «Perché non ti siedi qui dietro con Roberto? Ti assicuro che so come farti dimenticare questa sala deprimente.» L'uomo deglutisce a vuoto. La torcia gli trema in mano mentre la abbassa, lasciandovi di nuovo nella penombra complice. Non dice una parola; intasca i soldi e si siede pesantemente accanto a Roberto, nella fila dietro. Con le mani tremanti si apre i pantaloni, liberando un cazzo nervoso, ansioso di ricevere il suo compenso.

Franco ti lancia un'occhiata trionfante. «Hai visto, Marco? Tutti hanno un prezzo quando c'è della buona carne in ballo. E tu, Miky, non fermarti... lo sconosciuto è quasi arrivato, voglio che tu senta ogni goccia del suo piacere in gola.»

Miky, eccitata dal pericolo appena scampato e dalla presenza di un secondo estraneo, accelera il ritmo, mentre Valeria si inginocchia sul pavimento appiccicoso del cinema, scomparendo tra le gambe della maschera che emette un gemito soffocato non appena la bocca esperta della bionda lo avvolge.

Siete lì, nel cuore dello "Splendor", con due estranei che vengono serviti dalle vostre donne sotto i vostri occhi.

La maschera, ormai completamente soggiogata dal carisma di Franco e dalla visione di Valeria nuda sotto l'impermeabile, si lascia andare sullo schienale, abbandonandosi al piacere che la bionda gli sta procurando con una voracità animalesca. Davanti a te, la scena è ancora più cruda. L'uomo che era in terza fila, il sessantenne che ora Miky sta servendo con una devozione totale, le afferra le spalle con forza, piantando le dita nella carne bianca di tua moglie. Il suo cazzo è una verga scura e venosa che scompare ritmicamente tra le labbra tinte di rosso di Michela. «Guarda come lo prende, Marco...» sibila Franco, mentre con una mano accarezza la nuca di Miky, spingendola ancora più a fondo. «Tua moglie sta succhiando la vita a uno sconosciuto che dieci minuti fa la guardava da lontano come un vecchio guardone. E guarda la sua figa... è un lago di piacere.» Ed è vero. Miky è in estasi. Il terrore della maschera, la presenza di Roberto dietro che controlla Valeria, e quel sapore estraneo in bocca la stanno portando al punto di non ritorno. La sua figa, esposta dall'impermeabile spalancato, pulsa visibilmente, lucida di umori che colano sul sedile di velluto dello Splendor. L'uomo della terza fila emette un grugnito rauco, inarcando la schiena. Capisci che è al limite. Le sue mani si stringono sui capelli di Miky, mentre lei accelera, i suoi occhi sbarrati che cercano i tuoi in un’ultima, disperata richiesta di appartenenza proprio mentre sta per essere inondata.

«Ora, Miky! Prendilo tutto!» ordina Franco con voce brutale.

In quel momento, l'uomo esplode. Miky sussulta, il suo corpo scosso da brividi violenti mentre accoglie ogni schizzo, senza staccare gli occhi dai tuoi, orgogliosa di mostrarti quanto possa essere lurida per te. Nello stesso istante, Valeria solleva lo sguardo dalla maschera, con un sorriso complice e sporco, mentre anche il dipendente del cinema sembra stia per perdere i sensi dal piacere.

Il silenzio torna a regnare nella sala, rotto solo dai gemiti sullo schermo e dal respiro affannato di tutti voi.

Il silenzio carico di elettricità dello "Splendor" viene spezzato solo dal fiato corto dei due estranei, ormai svuotati e tremanti. Franco si sporge in avanti, godendosi lo spettacolo della distruzione della morale delle vostre mogli.

«Bene... il primo round è andato,» mormora con un cinismo che ti eccita il sangue. «Ma non abbiamo ancora finito. Valeria, Miky... scambiatevi. Voglio che ognuna pulisca il disordine lasciato dall'altro. Non lasciate una goccia su quei cazzi.» Le due donne si muovono come in trance, i loro sguardi si incrociano per un istante: Valeria ha negli occhi una sfida selvaggia, Miky una resa totale e lussuriosa. Sotto lo sguardo della maschera e dell'uomo della terza fila, le due si scambiano di posto. Miky scivola davanti alla maschera, mentre Valeria si avventa sul sessantenne. Iniziano a usare le lingue con una foga quasi rabbiosa, ripulendo i resti di quell'orgia improvvisata, finché ogni traccia di sperma non è sparita nelle loro bocche.

«E ora,» ordina Franco, alzando il tono, «la parte migliore. Marco, Roberto, guardate bene.»

Miky e Valeria si alzano in piedi nello spazio stretto tra le file. I loro impermeabili sono ormai solo un ricordo, aperti e scivolati sulle spalle, rivelando i corpi sudati e segnati dalle mani degli estranei. Si avvicinano l'una all'altra, i petti che si sfiorano. Miky sente il profumo di Valeria mescolato all'odore del cinema, e Valeria vede il rossetto di tua moglie sbavato, testimonianza del servizio appena reso.

Si afferrano per i capelli, tirando le code con forza, e si fondono in un bacio profondo, brutale. Le loro lingue si intrecciano, scambiandosi i sapori dei due uomini che hanno appena servito. È un bacio che sigilla il loro patto di complicità: non sono più solo amiche, sono complici in un abisso di perversione che hanno scelto di abitare insieme. Senti il cuore esplodere nel petto mentre guardi tua moglie scambiarsi i fluidi di quegli sconosciuti con Valeria, proprio davanti a te. Franco si siede all'indietro, soddisfatto. «Ecco. Questo è lo Splendor. Ora sapete che non ci sono più confini.»

Uscite dal cinema poco dopo, nel freddo della notte, mentre la maschera vi guarda andare via con la torcia ancora accesa, come un faro che illumina il vostro segreto. Salite in macchina in un silenzio tombale, ma carico di una tensione erotica che promette un seguito ancora più oscuro una volta arrivati a casa.

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